mercoledì 26 novembre 2014

In cucina con il tè: novembre, tempo di dolci tentazioni






Rieccoci giunti all'appuntamento mensile con l'amata rubrica "In cucina con il tè", amata sia da me che da Gabriella dello Chà Tea Atelier di Milano, ma anche da voi lettori: ogni mese infatti ricevo commenti molto positivi ed entusiasti delle nostre proposte, per questo insieme vi ringraziamo.

Proprio per dirvi grazie, questo mese abbiamo pensato a delle dolcissime proposte da gustare al calduccio davanti al camino in attesa delle imminenti feste, magari una domenica pomeriggio in compagnia di un buon libro, di un pò di musica, o, ancor meglio, in compagnia di cari amici o di persone a cui volete bene.
Un dolce si sa, si prepara sempre col cuore...
Quale miglior gesto da parte nostra se non quello di pensare a delle dolci e golose proposte tutte dedicate a voi?!
Come primo dolce vogliamo proporvi un cake profumato all'infuso Endless, con una glassa aromatizzata all'arancia e cardamomo; come seconda proposta delle tartellette di frolla al tè Bacio Italiano, ripiene di ganache profumata al tè, mandorle e mele caramellate.
Il tutto accompagnato da un caldo e fumante tè Red Mao Feng...
Che ne dite?

Gabriella ora come sempre vi spiegherà qualcosa di più in merito alle miscele utilizzate nelle ricette.














Per profumare il cake e la sua glassa, abbiamo pensato di utilizzare l'Infuso Endless.
Un piacere senza fine, come suggerisce l’evocativo nome. 
Una miscela delicata dal tono dolce e fruttato adatta a tutti, ottima anche la sera. 
Contiene rooibos verde, erba tulsi, pezzi di mela, zenzero, pepe rosa, cardamomo, cannella, bucce d'arancia.

Per la preparazione dell’infuso si consiglia:
2-3 grammi ogni 150 ml di acqua
acqua a 90-95°
3- 5 minuti d’infusione

Per le tartellette invece, il tè utilizzato è il Bacio Italiano.
Un tè per soddisfare i più romantici: una miscela di tè nero di Ceylon, Sud dell’India e Cina con scaglie di mandorle, cannella e boccioli di rosa. 
Una delizia profumata che evoca amori nostrani, grazie all’intensità delle mandorle, al tocco speziato della cannella e alla delicatezza della rosa, che come in un bacio appassionato si fondono per accarezzare i sensi.

Per la preparazione occidentale:
3 grammi ogni 150 ml
acqua 90°- 95°
3 minuti d’infusione

Come accompagnamento da bere con questi due profumatissimi dolci, perfetto è il tè rosso Red Mao Feng,
lo spirito selvaggio dello Yunnan. 
Il Red Mao Feng è tra i più pregiati tè appartenenti alla categoria dei Dian Hong, i tè rossi per antonomasia dello Yunnan. I germogli dorati sono ricoperti da una leggera lanugine e provengono dalle piantagioni di montagna che si trovano nella contea di Lincang a 1000 metri di altitudine. 
Il liquore che si ricava è di colore rosso vivo, dal sapore dolce e con un aroma delicato.

Per la preparazione occidentale:
3 grammi ogni 150 ml
acqua 90°- 95°
3 minuti d’infusione 






Cake profumato all'infuso Endless, con glassa all'arancia e cardamomo.

Ingredienti:
180 g farina autolievitante
100 ml di infuso Endless, preparato come da istruzioni di Gabriella
160 g zucchero di canna chiaro
120 g burro
1 pizzico di zenzero, cannella e cardamomo in polvere (in tutto mezzo cucchiaino fra tutte e tre)
100 g farina di mandorle
2 uova
scorza di mezza arancia bio grattugiata 
un pizzico di sale fino

Per la glassa:
50 g zucchero a velo
2 cucchiai di infuso Endless e qualche goccia di succo d'arancia
scorzette d'arancia 1 cucchiaino
un pizzico di cardamomo in polvere

Preparazione:
Per prima cosa preparare l'infuso Endless come da istruzioni di Gabriella e lasciar intiepidire.
Lavare bene l'arancia e grattugiarne circa metà, mettendola da parte in una ciotolina. L'altra metà farla a scorzette sottili con un rigalimoni.
Sbollentare le scorzette qualche minuto in acqua bollente, poi scolarle e lasciarle asciugare su un panno da cucina.
Imburrare uno stampo del diametro di 20 cm ed infarinarlo, accendere il forno e portarlo a 180° circa.
In una ciotola sbattere con le fruste il burro con lo zucchero e la scorza grattugiata dell'arancia, fino ad ottenere un composto cremoso...pian piano aggiungere le uova, il sale fino e le spezie, continuando a sbattere.
In ultimo unire le farine e l'infuso, amalgamando bene sempre con la frusta per evitare grumi.
Versare l'impasto nello stampo e livellarlo ben bene con una spatola in silicone; infornare e cuocere con funzione ventilata per circa 40-45 minuti...controllare con lo stuzzicadente: se punzecchiandolo ne esce asciutto, il cake è perfettamente cotto.
Sfornare, lasciare raffreddare su una gratella e nel frattempo preparare la glassa.
In una ciotola unire l'infuso e qualche goccia di succo d'arancia allo zucchero a velo e al cardamomo, amalgamando con un cucchiaio fino ad ottenere una morbida e vellutata glassa....versarla in maniera irregolare sopra il dolce, che nel frattempo dovrà essere stato sformato dallo stampo ed adagiato su un'alzatina o su un piatto da portata.
Decorare con le scorzette tenute da parte, attendere una decina di minuti che la glassa si indurisca un pochino, e servire.













Tartellette di frolla al tè Bacio Italiano, con ganache profumata al tè e cannella, mandorle e mele caramellate.

Ingredienti per circa sei tartellette diametro 9/10 cm circa

Per la frolla al tè:
125 g farina 00
1 cucchiaio farina di mandorle
60 g burro freddo di frigo
1 uovo
50 g zucchero
1 cucchiaino scarso di tè Bacio Italiano leggermente polverizzato al mortaio

Per la ganache:
80 ml panna vegetale
100 g cioccolato bianco di ottima qualità
un pizzico di cannella
2 g di tè Bacio Italiano

Per decorare:
1 mela piccola o mezza se grande
2 cucchiai scarsi di zucchero
un goccio d'acqua
scaglie di mandorla 2 cucchiai
un pizzico di tè Bacio Italiano da spolverizzare in superficie

Preparazione:
Per prima cosa preparare la frolla.
Io ho utilizzato il robot, mi trovo molto bene facendo in questo modo: mettere nel boccale il burro freddissimo a pezzetti insieme alla farina miscelata col tè e la farina di mandorle; azionare il robot per qualche secondo, poi unire lo zucchero e metà dell'uovo, che dev'essere precedentemente sbattuto a parte in una ciotolina.
Azionare a scatti il robot fino ad ottenere un composto granuloso, che poi deve essere compattato impastandolo con le mani, fino a formare una palla.
Avvolgerla dentro ad un foglio di pellicola trasparente e metterla in frigo per almeno una mezz'ora.
In un pentolino, possibilmente antiaderente, nel frattempo versare la panna e accendere la fiamma tenendola bassa, fino a portarla quasi al punto di ebollizione. Spegnere il fuoco ed aggiungere il tè e il pizzico di cannella; lasciare in infusione una decina di minuti, poi filtrare e rimettere la panna aromatizzata di nuovo nel pentolino.
Togliere la pasta frolla dal frigo, stenderla con un mattarello su un piano infarinato, tenendola dello spessore di circa mezzo centimetro.
Rivestire degli stampi per tartelletta, precedentemente imburrati ed infarinati o se preferite rivestiti con della carta forno; punzecchiare con i rebbi di una forchetta il fondo dei gusci delle tartellette e cuocerle in forno vuote per una decina di minuti circa, si devono dorare appena.
Sfornarle e farle raffreddare ben bene su una gratella.
Preparare la ganache: nel pentolino con la panna profumata al tè, aggiungere il cioccolato spezzettato ed accendere la fiamma, mescolando con una frusta in silicone o con una spatola, per sciogliere bene il cioccolato ed ottenere così una crema densa e morbida.
Lasciar raffreddare la crema qualche minuto fuori dal fuoco e poi riempire i gusci delle tartellette di frolla, mettendole poi in frigo a raffreddare per circa un'oretta.
Sbucciare la mela, detorsolarla e farne delle fettine dello spessore di circa un centimetro, piuttosto regolari.
In un pentolino antiaderente mettere lo zucchero con l'acqua e formare un leggero caramello: immergerci le fettine di mela e cuocere qualche minuto, rigirandole ogni tanto e facendole assumere un colore leggermente dorato. 
Lasciarle intiepidire.
Decorare quindi le tartellette con le fettine di mela, un pizzico di mandorle in scaglie ed una spolveratina di tè Bacio Italiano in superficie.
Servirle accompagnate da un buon tè, ma perfette anche con una pallina di gelato!







Che ne dite, non sono delle splendide idee?
Perfette anche da offrire ad amici...
...oppure anche per coccolarvi da soli, perchè no?!


Come sempre tutti i tè utilizzati in queste ricette sono disponibili presso lo Chà Tea Atelier di Gabriella Lombardi a Milano, e potete fare i vostri acquisti anche on line...fra poco arriveranno le festività e lì potrete trovare delle splendide idee per tanti regali, grandi e piccini, fateci un pensierino se vi va!


Un abbraccio grande e a presto, con la rubrica del prossimo mese di cui inizio a darvi un'anticipazione: prepareremo dei pensieri perfetti da regalare...di più non vi dico ma vi aspetto sempre qua!
Buona giornata


lunedì 24 novembre 2014

Spezzatino di vitello ai funghi, speck e castagne cotto in Tajine






Mamma mia quest'anno ho visto i prezzi delle castagne...assolutamente alle stelle!
L'altro giorno al mercato non ho resistito...proprio un pugnetto le ho volute comunque comprare.
Ricordo quando da ragazzina andavamo a castagne con l'oratorio o con la scuola...era bello fare queste gite domenicali in gruppo, con le amiche di un tempo, spensierate più che mai e piene di voglia di ridere e divertirci.
La destinazione era qualche paesino di montagna, senza andare ad altezze elevate, solitamente nel varesotto, dove ci inoltravamo in qualche bosco alla ricerca delle amate e preziosissime castagne. Quante mani bucate per scostare i ricci e trovare i piccoli tesori fra le foglie umide, il terriccio e l'erba fradicia di rugiada; quante risate e poi che bello controllare tutti i nostri sacchetti e vedere chi ne aveva raccolti di più...e che bella soddisfazione tornare poi a casa con i pesantissimi sacchetti pieni pieni!
Adoravo le caldarroste e appena potevo me ne compravo un cartoccio...ricordo che all'oratorio si vendevano poi durante qualche festa e non resistevo...mia mamma quelle che portavo a casa le lessava o le cuoceva in pentola a pressione: eran buone si, ma volete mettere una castagna lessa con una fumante caldarrosta? No, non c'è assolutamente paragone!

Queste scampagnate sono impresse nella mia mente e rimangono fra i più bei ricordi della mia esistenza...ne è passato di tempo, ma ricordo ancora certi particolari di queste gite, come se fossero state ieri.

Ora sono un pò vecchiotta e sinceramente con la schiena messa così, stare abbassata per cercare le castagne mi ridurrebbe a dover stare a letto per una settimana...tant'è che mi accontento di quelle che trovo al mercato...
...però davvero questa volta mi sembravano troppo, troppo care...







Quando tornata a casa ho guardato il misero bottino, mi son detta: "si ma adesso con questa pochezza che ci faccio?!" 

Lì per lì mi era venuta voglia di impiegarle in un dolcino...ma...no, erano davvero poche.
Così ho pensato di impiegarle in uno spezzatino dal gusto un pò "montanaro"...funghi, speck, castagne...ma si, dai son tutti sapori che ci stanno alla grande!
Proviamo..........

Ormai ho scoperto la Tajine per le mie cotture di questo tipo di piatti...si, lo ammetto, non sono piatti particolarmente esotici o etnici, i miei son sempre molto legati alla tradizione e al gusto che prevale nei menù della mia famiglia; però questa pentola pemette, per le lunghe cotture, di ottenere un risultato assolutamente strepitoso. 
Carne cotta a puntino, morbidissima e tenera come non mai! 
Questa di Wald poi è assolutamente comodissima...va direttamente sulla fiamma, non serve metterla a bagno e quant'altro...a me ha stupito assolutamente!
Già avevo avuto modo di sperimentarlo qua con una versione più fresca ed estiva di spezzatino.
Questa ricetta invece è bella robusta, perfetta per la stagione, direi...









Ingredienti:
per tre persone 
450 g spezzatino magro di vitello
70 g speck a dadini
350 g champignons nocciola
una quindicina di castagne sbucciate e cotte al vapore
farina bianca q.b
2 cucchiai di olio extravergine
1 noce di burro
1 cipollotto bianco
mezza carota
50 ml marsala
brodo mezzo litro circa
sale e pepe nero macinato al momento

Preparazione:
Per prima cosa infarinare bene i dadi di carne, scuotendo la farina in eccesso.
Nella tajine SENZA COPERCHIO mettere olio e burro insieme al cipollotto tritato finissimamente ed un cucchiaio d'acqua; rosolare per qualche minuto e poi aggiungere la carota a dadini piccolissimi e lo speck.
Rosolare ancora per qualche minuto a fiamma vivace, unire la carne e sfumare col marsala.
Aggiungere i funghi champignons ben puliti e affettati sottilmente, salare e pepare a piacere e cuocere ancora  senza coperchio per 6/7 minuti in modo da fare appassire un pò i funghi. 
A questo punto versare un paio di mestolini di brodo caldo, mettere il coperchio alla Tajine, ed iniziare la vera e propria cottura, a fiamma bassa, per circa una quarantina di minuti, controllando ogni tanto per mescolare con un cucchiaio di legno e per aggiungere se necessario ancora del brodo: la carne deve rimanere con un pò di morbido sughetto, non deve asciugare troppo.
Trascorso questo tempo, aggiungere le castagne, richiudere la Tajine e continuare la cottura ancora per una decina di minuti.
Spegnere e servire lo spezzatino...ottimo con del fumante purè (noi l'abbiam mangiato così!) oppure con una morbida polenta, con del riso bollito, insomma come preferite...anche da solo con un buon pane a fare da scarpetta!












Un perfetto "piatto comfort food" per le pigre mattinate domenicali di questa stagione, quando ci si alza un pò più tardi e, dopo aver fatto colazione, si ha voglia di oziare in pigiama senza fare nulla di particolare se non prendersela comoda comoda.

Della stagione fredda amo trovarmi e ritagliarmi questi spazi un pò pigrotti, anche se ultimamente fra un impegno e l'altro, riesco con difficoltà a dedicarmi qualche momento come questo, ahimè!
Confido nelle festività natalizie che, sembrano ancora lontane ma in realtà son sicura che arriveranno in un baleno!
...mamma mia, il tempo vola, sob...

Buon lunedì, un abbraccio e a presto!

giovedì 20 novembre 2014

Cake alle mele, amarene e bacche di goji, ricetta di Mamma Papera!






A volte ci sono delle belle amicizie che nascono così, senza volere...amicizie reali (ma le mie si possono davvero contare sulla punta delle dita) e amicizie che nascono virtualmente e che diventano davvero molto belle, dove si crea un particolare affiatamento.
Con Alessandra è stato così...
Da sempre ci siamo sentite in sintonia; è stato bello incontrarci ad una fiera, anche solo per poco, ma mi è bastato per capire che mi trovavo davanti ad una persona generosa, dal grande cuore e animata da grandi passioni.
Ale è una moglie, mamma di quattro figli ed anche giovanissima nonna della piccola Camilla. Instancabile riesce a seguire tutto con entusiasmo, e recentemente ha pubblicato anche questo libro, che ho acquistato subito e che consiglio davvero a tutti voi.
Le ricette sono di facile esecuzione, anche se alcuni grandi lievitati per me sono un pò impossibili (ma non per Ale!) e vi voglio proporre questo cake che ho realizzato da un pò, ma che poi avevo lasciato in archivio, proprio perchè era davvero squisito.
Sono sicura che ve ne inamorerete, così come lo è stato per me....








Riporto la sua ricetta che ho seguito (applicando qualche piccolissima modifica) e che mi ha permesso di ottenere un dolce soffice, profumatissimo e apprezzatissimo da figlia e marito (il quale è mooolto difficile in fatto di dolci...sob!).

Eccola qua...grazie Ale!


Ingredienti:
240 g farina per me autolievitante
20 g amido di mais
180 g zucchero di canna chiaro, per me Gran Cru Bio Brasil di Waves of sugar
4 uova
120 g burro
1 mela
un pugnetto di bacche di Goji
una decina di amarene sciroppate
80 g dello sciroppo delle amarene
1 limone bio
cannella e zucchero di canna q.b per spolverizzare la superficie

Preparazione:
Per prima cosa preriscaldare il forno a 180°, Ale consiglia quello statico ma io l'ho cotta nel ventilato e devo dire che mi è venuta una cannonata.
Ammollare le bacche di Goji in un pochino d'acqua, una volta morbide strizzarle e tenerle da parte.
Imburrare uno stampo da cake e spolverizzarlo con un pizzico di zucchero di canna e farina.
Sbucciare ed affettare la mela, irrorandola col succo di mezzo limone e con una spolverata di cannella.
Fondere il burro e lasciarlo intiepidire.
Sbattere con le fruste le uova con lo zucchero fino a farle diventare belle spumose; unire poi a filo sempre con le fruste in azione lo sciroppo di amarene e il burro fuso, pian piano.
Unire poi le farine e amalgamare ben bene.
Unire le amarene e le bacche di Goji, sempre amalgamando.
Versare l'impasto nello stampo, livellandolo con una spatola ed aggiungere le fette di mela, spolverizzando poi con lo zucchero di canna e a piacere ancora con un pizzichino di cannella ( a noi piace un sacco!).





Stampo per cake Guardini linea Voglia di... DolceSalato





Infornare per una cinquantina di minuti circa, verificare la cottura con lo stuzzicadente: se esce asciutto è pronta.
Togliere dal forno, lasciar raffreddare su una gratella e a piacere spolverizzare con dello zucchero a velo.
davvero ottimo! 

Una merenda semplice. 
Rustica ma che riempie gli occhi e il cuore...un perfetto cake che farà felice tutti in famiglia...parola mia e parola di Ale. 
Una tazza di buon tè fumante...oppure di caldo latte per accompagnarne una fetta, fra una pausa da un compito di tedesco e una versione di latino: una dolce pausa "coccolosa", che ha reso felice mia figlia, ed anche me.










Buon giovedì a tutti, che sia dolcissimo e pieno di cose belle...
..oggi per me ahimè è giorno di mestieri, del resto mi tocca, ehehehe!

A presto, un abbraccio

lunedì 17 novembre 2014

Focaccia integrale ai sapori d'autunno






Non sono brava coi lievitati, lo ammetto, sono una persona con una soglia di pazienza pari allo zero, quindi spesso, proprio per questo motivo, non mi ci metto.
Tempo fa avevo il lievito madre, con il quale mi ero messa a fare esperimenti di ogni tipo....inizialmente sembravo posseduta dal sacro fuoco della panificazione, pian piano poi l'entusiasmo è scemato fino all'epilogo funesto: la mia pasta madre è deceduta inesorabilmente e tristemente.

Ormai le mie esperienze in fatto di pane e mani in pasta, sono poche e dettate dall'entusiasmo momentaneo...si mi va mi ci metto, altrimenti...passo.
Questa volta però, tutto è nato dal voler variare un po', rispetto alla classica pizza che al sabato sera in inverno quasi sempre preparo: ormai ho una ricetta abbastanza collaudata, che poi cuocio nel fornetto Ferrari, e che praticamente si fa quasi da sola.
Insomma, volevo un pò cambiare...

Così, ho aperto il frigo e mi son detta: cosa posso utilizzare?
Un pezzo di zucca avanzato da questa torta qui...un bel cartoccio di pioppini freschi freschi (che adoro!)... qualche altro tocco di fantasia, e voilà...ecco pronta l'idea: facciamo una bella focaccia.
Quindi ecco a voi una focaccia davvero speciale, un pò diversa dal solito, che comunque abbiamo gradito, anzichè la solita pizza...un impasto integrale che fa da perfetto contorno agli ingredienti di farcitura, rustici e un pò insoliti.
Ho voluto stenderla fina fina per ottenere una consistenza  piuttosto croccante, e devo dire che ci sono riuscita.

Insomma che altro dirvi?!
Provatela....







Ingredienti:
Per una focaccia ovale, grande quanto una teglia da forno, più o meno

300 g farina integrale Cappelli macinata a pietra Molino Rossetto
100 g farina 0 sempre Molino Rossetto
190 g acqua
30 g latte parzialmente scremato
due cucchiai olio extravergine d'oliva
sale fino 5 g 

mezzo cucchiaino di zucchero
1 bustina di lievito di birra secco


Per farcire:
un pezzo di zucca al netto degli scarti
150 g funghi pioppini freschi
80 g Leerdammer il fondente tagliato a julienne, io ho usato il robot con l'apposita lama rotante
un rametto di rosmarino fresco, o anche un cucchiaio di aghi nel caso dell'utilizzo di quello secco
sale e pepe nero macinato al momento


Preparazione:
Sciogliere il lievito di birra nell'acqua leggermente tiepida, insieme al latte a temperatura ambiente ed allo zucchero. Aggiungere l'olio e amalgamare ben bene formando un'emulsione: successivamente pian piano versare un pò di farina poco alla volta nella ciotola, (setacciata col sale fino) e prima mescolare col cucchiaio, poi con le mani iniziare ad impastare formando una bella palla.
Per velocità potete farlo anche nell'impastatrice col gancio apposito o nel Bimby (qua le istruzioni per prepararla).
Impastare vigorosamente la pasta per 7-8 minuti, formare una bella palla, infarinarla e metterla in una terrina coperta con un cellophane, a lievitare in un luogo tiepido. Deve almeno raddoppiare di volume.

Una volta pronta, stenderla sottilmente con un mattarello su una teglia da forno senza bordi, infarinata, dandole la forma di un grande ovale irregolare.
L'irregolarità è voluta, volevo ottenere una focaccia dall'aspetto rustico, mi piaceva l'idea, vista la farcitura prettamente autunnale...











Affettare molto sottilmente (io ho usato la mandolina) la zucca e posare le fettine sulla superficie della focaccia; pulire ben bene i pioppini e distribuirli anch'essi sopra la pasta.
Spolverizzare con del rosmarino tagliuzzato (io avevo quello essiccato, al momento!) e distribuire anche la julienne di formaggio, come vedete dalla foto. Profumare con una spolverata di sale e pepe in quantità a piacere.
















Infornare (il forno andrebbe preriscaldato e portato alla temperatura di 200°) e cuocere per circa 25 minuti, la superficie si deve dorare bene e deve avere un aspetto bello croccante.



Rustica, gustosa e saporita, è stata la cena di un sabato sera, insieme ad un piccolo tagliere di speck...










Buon inizio settimana...mamma mia, qua il tempo non la vuole sapere di fare giudizio.
Purtroppo ci sono stati un sacco di disastri, sabato pioveva talmente forte che mi è entrata persino l'acqua in casa. 
Ho avuto le lacrime agli occhi nel vedere alla tele quelle persone che hanno subito gravi perdite e danni, che disastri hanno avuto...tutto sommato a noi qua è andata ancora bene a parte il dover raccogliere solo qualche bacinella d'acqua in casa...
Speriamo che smetta, e che si possa tornare ad una situazione di normalità, quanto prima.

Mi sento di mandare un abbraccio col cuore a tutte le persone che in qualche modo sono state colpite da queste calamità...anche se so che è ben poca cosa, però vi sono vicina.


Buona giornata





venerdì 14 novembre 2014

Filetti di salmone gratinati al pistacchio e pepe rosa






Sicuramente qualcuno l'avrà notato, e in effetti è assolutamente vero...su questo blog le ricette a base di pesce sono assolutamente scarse e le poche che vi compaiono, sono di una facilità disarmante.
Le mie origini lombarde mi portano per tradizione a prediligere piatti a base di carne, soprattutto le ricette a lenta cottura come stufati, stracotti, brasati e quant'altro.
Anche da bambina, il pesce a casa mia compariva veramente di rado...a volte era la sogliola (che fra l'altro io non amavo particolarmente) ancora più spesso il tonno in scatola, che la mamma, camuffava e trasformava in un bellissimo polpettone, servito a volte con un filo di maionese, ma spesso anche così da solo, insieme ad una bella insalata.
Ultimamente sto cercando di intraprendere un percorso alimentare che mi allontani però un pò dalla carne;  mi spiego meglio: non voglio diventare vegetariana o vegana, sto cercando però di dare più spazio nella mia dieta a tutto quello che carne non è, cucinando più spesso il pesce ad esempio, mangiando le uova, abbinando verdure e formaggi per preparare polpettine, sformati.... insomma, diminuire la carne si può e in questo modo si sta sicuramente meglio a livello di salute.
Certo, ogni tanto un ottimo brasatino o ossobuco ci sta, come dire di no a questi piatti della tradizione che mi fanno impazzire...ho deciso però di tenerli per i giorni di festa, riservando ai menù settimanali altre proposte sfiziose e leggere, come questa di pesce che vi voglio mostrare.

La mia mamma, appena trova qualche ricetta o qualcosa che ha a che fare con la cucina, me la fa prontamente recapitare...a volte sono ritagli di giornale, a volte appunti scritti da lei dopo aver visto qualcosa alla tele, a volte libricini o fascicoletti allegati a qualche prodotto commestibile; questa volta era un calendario dell'anno a venire, ricco di ricettine golose e molto particolari.
Subito all'occhio mi è satata la ricetta di questo salmone...sapete bene che io qualche modifica la devo sempre apportare, ma nell'insieme mi è piaciuta tantissimo in primis per come si presentava, con un bellissimo colore e aspetto...poi anche perchè mi sono immaginata quanto buona poteva essere e quindi ho deciso di provarla.

Credetemi ho fatto benissimo...
..e penso che la ripeterò ancora, e ancora!
Forse starò più parca col pepe rosa...in effetti si sente un certo pizzicorino, però se voi non lo amate, diminuite pure la dose.
E se lo provate...poi fatemi sapere!









Ingredienti per 4 persone (noi siamo in tre, quindi ho diminuito leggermente le dosi...)
4 tranci di filetto di salmone senza pelle
120 g pistacchi tritati
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
1 cucchiaio e mezzo di pane grattugiato
alcune bacche di pepe rosa
1 uovo
2 cucchiai di olio d'oliva
sale fino

Preparazione:
Accendere il forno e portarlo a 180°.
Spennellare una pirofila con un cucchiaio d'olio d'oliva e adagiare i filetti di salmone uno vicino all'altro.
Sbattere l'uovo e spennellarne la superficie.
Preparare la gratinatura con la polvere di pistacchio, un pizzico di sale, il pepe rosa pestato al mortaio, il pangrattato e il parmigiano reggiano tutti bene amalgamati fra loro con il restante cucchiaio d'olio.
Distribuire questo composto sul pesce, già precedentemente spennellato con l'uovo, ed infornare.






 Pirofila in Grès Le Creuset




Cuocere in forno ventilato per circa una quindicina di minuti, e se necessario passare qualche minuto sotto al grill per formare una bella crosticina sulla parte superiore del pesce.
Servire a piacere accompagnando con una fettina di limone o lime (io ho preferito spruzzarne qualche goccia sopra al pesce prima di servire).
Servire caldissimo, ottimo accompagnato a delle patate arrosto...









Che ne dite, non è una ricettina veloce, leggera e soprattutto profumatissima?!
Vi consiglio davvero di provare!
Vi piacerà.


Ora vi lascio augurandovi un sereno fine settimana, ricco solo di cose belle.
Spero sarà così anche per me...
Un abbraccio, alla prossima






martedì 11 novembre 2014

Ciambella di zucca e noci






In questo periodo mi sento stanca, ma così stanca....
Ci sono delle giornate dove mi alzo e sembra che non abbia neppure riposato la notte.
E pensare che sembra ieri che stavamo ancora a sollazzarci al mare, in pieno relax e pura felicità!

Forse sarà la stagione, non lo so...io non amo l'autunno, in particolare questo mese perchè la mia fiacchezza è ai massimi livelli e non mi piace stare in questa pelle.
Mi sembra di buttare via il tempo, sprecandolo in giornate dove mi trascino fra una cosa e l'altra da fare senza nessuna voglia, senza entusiasmo, senza energia.
Passerà lo so, perchè ogni anno è sempre la stessa storia, ma anche questa volta ci sono dentro in pieno, con tutte le scarpe.
Presto però, (spero) la meravigliosa attesa del Natale, con le sue aspettative, i suoi colori, le sue luci e il suo avvolgente calore torneranno a portarmi energia e felicità.

Adesso andrei in letargo, come una marmotta...ecco.








Una torta alla zucca non l'avevo mai realizzata.

Da molto volevo provare; da molto ogni volta mi dicevo che si, mi ci sarei messa, ma poi chissà come, la polpa dorata e dolce finiva immancabilmente dentro a un morbido risotto, a una pasta, a una quiche, insomma a qualcosa comunque di salato.
Troppe ne avevo viste di squisitezze sui vari blog delle amiche...beh, doveva arrivare il momento giusto per provare...ed è arrivato, si.
Ne è uscito un dolce assolutamente strepitoso, che, udite udite è piaciuto tanto anche a mio marito, il difficile della famiglia (diciamo il più tradizionalista)!
Non avevo quasi il coraggio di confessare qual'era l'ingrediente principale: quando però l'ho visto gustare la sua fetta con grande trasporto e piacere, sentendolo anche elogiarne la squisitezza, non ho resistito.
La sua reazione al primo momento è stata di sbigottimento, poi però si è sciolto come il burro...beh, era troppo buona per dire qualcosa, suvvia..

La rifarò quanto prima, promesso!









Ingredienti:
200 g polpa di zucca mantovana cotta al vapore (al netto di bucce, semi e quant'altro!)
200 g zucchero di canna chiaro
250 g farina autolievitante
1 manciata di gherigli di noce
1 uovo
90 ml latte
100 ml Olio Extravergine d'oliva Dante 100% italiano
mezzo cucchiaino di cannella in polvere
2 cucchiai gocce di cioccolato bianco
1 pizzico di sale

Preparazione:
In un robot mettere la polpa di zucca schiacciata con la forchetta, l'olio, il latte, l'uovo, il pizzico di sale e lo zucchero, azionando alla massima potenza, per ottenere una composto morbido e fluido.
Unire la farina autolievitante setacciata con la cannella e le noci tritate. Azionare ancora a velocità media per amalgamare il tutto.
In ultimo unire le gocce di cioccolato bianco e versare il composto ottenuto in uno stampo a ciambella precedentemente imburrato ed infarinato.
Infornare a 180° (forno preriscaldato) ventilato per circa una cinquantina di minuti (come al solito provare con uno stuzzicadenti per verificarne la perfetta cottura); una volta cotto, far raffreddare lo stampo su una gratella ed una volta freddo, capovolgere la ciambella, spolverizzarla con zucchero a velo e qualche altro gheriglio di noce spezzettato.









Pensate che secondo me, dopo qualche giorno è ancora più buona...non so, forse è solo una mia impressione. 
Il problema è farcela arrivare a qualche giorno, ehehehe...

Comunque provatela....vi piacerà, ne sono certa!

Buona giornata a tutti....qua piove, e piove...
Incrocio le dita e sono vicina a chi ha subito danni e sta lottando contro queste avversità climatiche.
Il mio pensiero è con voi.

A presto