mercoledì 21 gennaio 2015

Frollini da tazza ai petali di fiori





La mia voglia di primavera si fa sempre più impellente.

Quando raramente il sole esce a far capolino, come ieri ad esempio, e quando le temperature sono un attimo più tiepide e non ghiacciate, io inizio a scalpitare...
Inizio a sentirmi frizzante, ad aver voglia di uscire, voglia di alleggerirmi in tutti i sensi, di godere della luce e del tepore del sole, insomma inizio a voler dimenticare l'inverno, che in realtà non amo per nulla e comincia a starmi stretto!

Si lo so...siamo ancora a gennaio...
...ma che ci posso fare se son fatta così?!

Fra l'altro oggi piove...




La primavera
si desta, si veste,
corre leggera
per prati e foreste.
Guarda un giardino,
ci nasce un fioretto,
guarda un boschetto,
c’è già un uccellino.
Guarda la neve,
già scorre il ruscello;
viene l’agnello,
si china e ne beve.
Guarda il campetto,
già il grano germoglia.
Tocca un rametto,
ci spunta una foglia.
Canta l’uccello
nel folto del rovo:
“Il mondo è bello
vestito di nuovo!”.

Renzo Pezzani









Quando per caso, in un bellissimo bar del mio paesello ho visto questi petali di fiori edibili, quasi non ci volevo credere...li ho subito acquistati, pensando di poterli prima o poi utilizzare per qualche ricettina golosa e deliziosa.

Il pretesto è arrivato quando ho preparato questi biscotti da regalare...vi piacciono?! 
Sono fatti in modo da poter rimanere appesi al bordo della vostra tazza, sia essa di caffè, latte o tè...un'idea davvero simpatica per un regalo, ma anche da presentare a qualcuno a cui volete offrire un caffè o una bevanda calda un pò originale: lo lascerete davvero sorpreso! 
( io ho utilizzato i tagliabiscotti da tazza di Guardini )

Insomma, dicevo, ho realizzato una semplice frolla, ho tagliato i biscotti e li ho decorati in superficie con una spennellata di latte, zucchero di canna e petali di fiori...per un risultato delicato e deliziosamente profumato: in attesa della primavera, mi sono arrangiata così!


Ingredienti per la frolla:

250 g farina per dolci (per me Molino Rossetto)
115 g burro a temperatura ambiente
115 g zucchero
una grattatina di scorza di limone bio
un pizzico di sale 
un uovo
per decorare:
zucchero di canna, latte e petali di fiori secchi edibili, a piacere

Preparazione:

Mettere tutti gli ingredienti nella planetaria tranne l'uovo leggermente sbattuto, amalgamare tutto insieme col gancio a foglia fino ad ottenere un composto sbricioloso. Unire a questo punto l'uovo e azionare la planetaria, sino a compattare il tutto.
Formare una bella palla di impasto, avvolgerla nella pellicola alimentare e metterla in frigo per circa mezz'oretta, anche tre quarti d'ora.
Accendere il forno ventilato e portarlo a 180°.
Togliere dal frigo, stendere col mattarello su un piano leggermente infarinato nello spessore di circa 1 cm; ritagliare con l'apposito stampino tanti biscottini che poi andranno posizionati su una teglia ricoperta di carta forno.
Spennellarli col latte, spolverizzarli di zucchero di canna e su ognuno aggiungere i petali di fiori; i miei erano di tre varietà differenti...calendula, fiordaliso e rosa.
Infornare per una decina di minuti (si devono dorare appena), sfornare e lasciar raffreddare.







Ogni petalo ha dato a ciascun biscotto un sapore particolare...
I miei preferiti in assoluto son stati quelli alla rosa, anche se in realtà eran tutti davvero deliziosi.

Ora vi lascio, non prima di avervi augurato una serena giornata!
...perdonatemi se non passo dai vari blog per un saluto, ma sono molto stanca e presa da un bellissimo progetto che presto vi mostrerò....stay tuned! 
Io sono così confusa e felice....

Alla prossima

lunedì 19 gennaio 2015

Spaghetti in padella, alla pancetta e vino rosso


 Padella antiaderente Le Creuset  in alluminio forgiato antiaderente



Buon lunedì a tutti e ben ritrovati.
Non ci crederete, ma dopo alcuni giorni di duro sacrificio, la bilancia segna già otto etti in meno, evviva!!!!
Chi lo sa, forse è un caso, ma non so....so che il tener duro davanti a quella fetta di panettone lì che ti guarda implorante dalla dispensa, dal mangiare poco più di un tozzo di pane al pasto, dal rinunciare a  questi biscotti qua, sfornati per la famiglia...beh, ha dato qualche piccolo frutto, meno male.
Così ti viene voglia di impegnarti seriamente!
Pian piano sto ricominciando a fare anche un pò di ginnastica in casa; si, lo so che anche qui presto mi darò alla macchia, ma fin che dura...prendiamola positivamente.
Da lunedì poi partirà alla grande con me anche la mia amica Simo...ci sarà da ridere, nel senso che cercheremo entrambe di monitorarci e di andare di pari passo...vabbè, non voglio tediarvi  oltre, che è meglio.

Questa pasta che vi voglio proporre oggi è stata una piacevolissima scoperta: facile e buonissima, credo che diventerà uno dei piatti top di casa mia!
Viene dritta dritta da questo libro di Alessandro Borghese, uno dei miei chef preferiti, che ho fra l'altro avuto modo di vedere dal vivo la scorsa primavera, proprio durante la presentazione di questo suo nuovo volume.
Mia figlia l'ha praticamente braccato, facendogli autografare la nostra copia, che ora tiene trionfalmente in bella vista su uno degli scaffali della libreria in camera sua.
Per poter estrapolare questa ricetta, praticamente l'ho dovuto prendere quasi di soppiatto, in quanto: "La dedica è stata fatta a me, tu di libri di ricette ne hai tantissimi, questo è MIO"!

Chiaro il concetto?!

Si, però.. quando ti sei trovata nel piatto questa delizia di pasta, te la sei sbafata all'istante figlia mia, eh?!...o forse no?!








Ho voluto un pò, come spesso faccio, apportare qualche piccolissima modifica all'originale; in questo caso, a parte tutto il resto che era fedele alla ricetta di base, ho solo aggiunto della pancetta dolce a piccoli dadini...
Beh, che dire: fantastica!

Grazie Ale!






Ingredienti per 4 persone:
350 g spaghetti
450 ml vino rosso (per me un Nero d'Avola)
due cucchiai di parmigiano grattugiato
50 g dadini di pancetta dolce
sale e pepe q.b
2 cucchiai olio extravergine d'oliva

Preparazione:
Preparare una pentola piena d'acqua per far bollire la pasta e metterla sul fuoco.
In una padella dai bordi alti, mettere un cucchiaio d'olio e far rosolare la pancetta, finchè diventa un pochino croccante. Spegnere la fiamma, scolare la pancetta su abbondante carta assorbente da cucina per togliere l'unto.
Con un'altro foglio di carta da cucina pulito, pulire il fondo della padella per eliminare le ultime tracce di condimento; poi una volta fatto, aggiungere il vino e farlo sobbollire per circa 3-4 minuti in modo da far evaporare l'alcool ed ottenere un sapore meno forte nel piatto.
Abbassare la fiamma e lasciar cuocere lentamente.
Quando l'acqua per la pasta bolle, salare e aggiungerci gli spaghetti, cuocendoli solo per pochi minuti, devono giusto ammorbidirsi; scolare (attenzione, tenete una tazza da tè di acqua di cottura...può servire per mantecare in un secondo tempo!) e versare gli spaghetti e i dadfini di pancetta nella padella col vino, per terminarne la cottura.
Aggiungere un cucchiaio d'olio nella padella e continuare a mantecare (se in questa fase la pasta dovesse asciugare troppo, unire qualche cucchiaio di acqua di cottura), per far uscire l'amido dagli spaghetti, fino ad ottenere una cremina leggera. 
Una volta pronta, deve essere scivolosa e di colore violaceo.
Dare una spolverata di pepe, unire il parmigiano e continuare a mantecare in padella calda ma a fiamma spenta.
Servire caldissima.








Ah, vorrei precisare che questa delizia infinita è stata realizzata prima della "fase dieta", però una volta ogni tanto credo si possa mangiarne anche una piccola porzioncina, insieme ad una bella ciotola di insalata e niente pane a pranzo...la mia nutrizionista è sempre del parere che anche i carboidrati non vanno abbandonati, basta solo ridurre le porzioni...poi una bella camminata e via!
Dai non intristiamoci: di brutture ce ne sono già troppe in giro, no?!

A me poi, questo colore mette allegria; inoltre è proprio il colore top della stagione, definito Marsala: io lo adoro da sempre, se volete saperne di più qua, qua ed anche qua potrete avere qualche dritta al riguardo!

Scappo a svolgere le incombenze quotidiane, non prima di avervi augurato un sereno inizio settimana, pieno di positività e di grinta.
Alla prossima!




giovedì 15 gennaio 2015

Biscottoni rustici gluten free ai lamponi, e una lettura per il fine settimana....






Questo post mi fa venire fame solo a scriverlo....

...ebbene si, la nefasta sentenza è arrivata proprio ieri sera:
ormai quel momento veniva rimandato da molto, troppo tempo.

Però alla fine non c'è stato scampo...son dovuta salire. 
Sulla bilancia.

E si, lo ammetto. Mi ha preso un colpo al cuore.
Stavo svenendo.
Non potevo credere ai miei occhi...

Ottimo, non giungo a conclusioni, tanto avete capito perfettamente quello che volevo dire: da lunedì dieta.
Ma seria, questa volta. 
Non come quelle che ho iniziato innumerevoli volte e che puntualmente sono finite nel dimenticatoio.

Il mio problema però è che amo troppo mangiare!
Non sono una che esagera nelle quantità, neppure spilucca esageratamente...è che non so per quale strana ragione, assimila in una maniera incredibile. Da sempre, intendiamoci...ma ora che inesorabile si avvicina l'età della menopausa (eh, già...son vecchietta io, nè?!) la cosa ha raggiunto livelli paurosi; i rotoli si accumulano inesorabili tutti intorno al girovita, che mi fanno sembrare un rotondissimo neonato panciuto, dentro a un salvagente: ho reso l'idea?!

Vabbè...

Si da il caso però, che in casa mia alberghino, oltre a me ridotta in questo stato, un marito in linea che più in linea non si può (mannaggia a lui) il quale, quando  ha fame, di problemi proprio non se ne fa...e un'adolescente rotondetta ma giustamente affamata, come è normale che sia a quindici anni dopo una giornata passata sui libri.

Bene, quindi a questo punto...cosa preparare per dolce?!

Ah, direte voi, il dolce se sei a dieta non devi prepararlo!
...ed avete ragione, ma come si fa?! 
Loro non c'entrano nulla con i miei rotoli, cavolina...








E così, la povera Simo, ecco che si mette all'opera, cercando di trovare la giusta soluzione per accontentare un pò tutti...
Creando un biscotto leggero ma goloso al punto giusto, bello da vedersi ma non troppo calorico in modo da non creare troppi sensi di colpa...si, agli altri, non a me.
Che non ne assaggerò neppure uno.

...uhm...magari uno si, dai, per vedere com'è venuto.

Intanto le mie amiche celiache Antonella, Elisa (figlia di Ivana), Stefania e tutte le altre (la lista è lunghissima!!!)sono belle che accontentate ;)





teglia per biscotti Le Creuset



Ingredienti (Ricetta presa da Sale e pepe di dicembre, ma da me leggermente modificata) per una teglia

125 g farina di riso
1 uovo grande sbattuto
60 g zucchero semolato
55 g burro a temperatura ambiente
poco meno di mezzo cucchiaino da caffè di lievito vanigliato per dolci
1 cucchiaio colmo di gocce di cioccolato bianco
una tazzina da caffè piena di lamponi freschi
un pizzico di sale

Per prima cosa accendere il forno e portarlo a 180°.
Impastare in un'impastatrice o a mano in una ciotola (io nel Ka con il gancio a foglia)  il burro con lo zucchero, unire metà dell'uovo sbattuto e poi la farina di riso miscelata col lievito e col pizzico di sale.
Io ho ottenuto un impasto molto morbido, dovuto alla farina di riso...unire con molta delicatezza i lamponi (alcuni si spappoleranno un po', ma non fa nulla) e le gocce di cioccolato, mescolando con una spatola.
Con un cucchiaio fare dei mucchietti di impasto e porli in ogni cavità dello stampo leggermente imburrato ( potete anche metterli su una teglia ricoperta di carta forno...in cottura poi si allargheranno, i miei sono rimasti in forma proprio perchè nello stampo!).
Infornare per 13-15 minuti in modalità ventilata, si devono dorare appena ed avere qualche piccola crepa in superficie.
Spegnere il forno , lasciarli raffreddare e voilà, eccoli pronti!
Un gioco da ragazzi, no?!









Che ne dite...non sono bellissimi e golosi?!
Peccato poterli vedere solo in foto, sob...

Vabbè, comunque vi terrò aggiornati sui miei progressi alimentari....ehm, diciamo così.

Nel frattempo, prima di augurarvi un sereno fine settimana, permettetemi di raccontarvi dell'ultimo libro che ho letto durante le feste.
Un libro che mi è piaciuto tantissimo, e che, forse come mi accade pochissime volte, ho acquistato dopo aver visto il film da cui è stato tratto.
Una sera infatti, durante le feste, io e mio marito eravamo soli in casa, in quanto nostra figlia era ad una festa di compleanno, e davano su Sky per l'appunto questo film, Philomena; avendo pienamente potere dello scettro chiamato telecomando, ne abbiamo approfittato per vedere qualcosa che non fossero serie a puntate, telefilm, reality, musica e quant'altro...

Lo ammetto, non è un film leggero e fa alquanto riflettere (mio marito infatti non so come lo abbia potuto vedere sino alla fine, ma chissene...) ma a me è piaciuto tantissimo, in alcuni momenti mi ha anche commosso, e così ho deciso che mi sarei presa il libro quanto prima.
Detto fatto, dopo qualche giorno, a seguito di una capatina in libreria, il volume era già fra le mie mani...







Ecco la breve trama presa dal sito Piemme

Quando Martin Sixsmith, noto giornalista in cerca di nuova occupazione, accetta di incontrare quella donna sconosciuta, non ha molte aspettative. Ma poi, la donna lo invita a indagare sul segreto che, dopo un riserbo di quasi cinquant’anni, la madre Philomena le ha svelato, e il suo istinto da giornalista non sa tirarsi indietro.
Philomena è poco più che una ragazzina quando rimane incinta. È giovane e ingenua, senza cognizione dei fatti della vita e la società irlandese del 1952 la considera ormai una “donna perduta”. Rinchiusa in un convento, poco dopo darà alla luce Anthony. Per tre anni si occupa di lui tra quelle mura, fino a quando le suore non glielo portano via per darlo in adozione, dietro compenso, a una facoltosa famiglia americana, come accadeva in quegli anni a migliaia di altri figli del peccato.
Non c’è stato giorno da allora in cui Philomena non abbia pensato al suo bambino, senza mai abbandonare il sogno di ritrovarlo, e cercando in segreto di rintracciarlo. E senza immaginare che, dall’altra parte dell’oceano, anche suo figlio la stava cercando.
Nella sua ricerca, Martin porterà alla luce segreti, ipocrisie e soprusi occultati per anni e annoderà le fila di due anime separate alla nascita e spinte l’una verso l’altra da una sete d’amore inesauribile.



Molto bello, intenso, in realtà un pò diverso dal film dove in primo piano c'è la storia di Philomena alla ricerca del figlio aiutata da Martin...qui invece viene dato più spazio a tutta la storia del figlio Anthony- Michael, dalla nascita, al trasferimento negli Stati Uniti, sino alla sua morte avvenuta nel 1995, per Aids.
Io l'ho letto in tre giorni, (anche se lo ammetto, certi capitoli erano meno leggeri di altri) e lo consiglio vivamente, è davvero imperdibile.


Così adesso vi saluto...
..vi auguro di trascorrere un sereno fine settimana, magari a leggere questo bel libro (o a guardarvi il film, perchè no!)sgranocchiando un buon biscottino.

Che volere di più?!

Un abbraccio, alla prossima



lunedì 12 gennaio 2015

Filoncini integrali alle noci





Chi mi conosce sa che la pazienza non è il mio forte.
O meglio...sono una che persevera nelle cose, se non ci riesce riprova e ce la mette tutta....ma quando si mette a far qualcosa, la vorrebbe terminare in quattro e quattr'otto. 
Le cose lunghe, dove si deve pazientare...beh, non fanno per me.
Devo dire in realtà che spesso sgrido mia figlia quando per fare in fretta nelle verifiche magari dimentica qualcosa o fa errori stupidi, di quelli che, se ti fossi messa a rileggere con pazienza, non avresti sicuramente fatto...ma tanta era la fretta di consegnare e chiudere un capitolo, che.....
...vabbè, non facciamoci troppo sentire che è meglio!!!!

Con le lievitazioni poi non ci vado particolarmente d'accordo. Qua qualcuno riderà, ma in casa mia ci deve essere qualche influsso negativo che incombe appena metto una ciotola di impasto a lievitare...non so perchè a me non riescono mai quelle meraviglie che vedo nei vari blog: gli impasti non triplicano mai, ma a malapena si gonfiano un pochetto; ed ho provato a trovare diverse soluzioni, oh si...è che probabilmente non mi approccio nel modo giusto ecco. 
Forse anche a livello mentale non sono predisposta, chi lo sa....

Questo pane però mi viene bene.
Certo, è di una facilità assolutamente elementare, però non mi ha mai deluso...generalmente lo faccio tondo, come potete vedere qua. La ricetta è della mia adorata Lorraine (a proposito su Gambero Rosso danno le ennesime repliche, io le ho viste mille volte ma non me le perdo!) e questa volta ho voluto provare a cuocerlo in uno stampo da baguettes(recente acquisto!), aggiungendo delle noci nell'impasto.
Il risultato mi ha piacevolmente conquistata, anche se in realtà preferisco comunque la versione tonda, che rimane assolutamente più soffice, e voglio mostrarlo anche a voi.







Il problema di questo pane è che purtroppo crea dipendenza...
...un pezzettino alla volta, sarei capace di mangiarmi tutto un filone intero senza accorgermene, sob!



Ingredienti:

225 g farina di grano tenero tipo 1 macinata a pietra per me Molino Rossetto
225 g farina integrale macinata a pietra per me Molino Rossetto
1 cucchiaino di sale fino integrale
1 bustina di lievito secco di birra Molino Rossetto
1 cucchiaio di miele per me Miele del bosco Rigoni di Asiago 100% bio
330 ml acqua calda ma non bollente
olio vegetale q.b
latte per spennellare la superficie

una manciata di gherigli di noce spezzettati

Preparazione:
Mettere le farine in una ciotola aggiungendo sale e lievito, mescolando con un cucchiaio di legno.
Fare un buco nel mezzo e versarci l'acqua e il miele. Unire le noci, mescolare bene col cucchiaio di legno e compattare poi con le mani per formare una palla, appoggiarla su una teglia rivestita con carta forno ed infarinata.
Coprire con pellicola alimentare spennellata di olio vegetale e lasciarlo a lievitare coperto anche con un panno di lana per tenere più calore...io nel frattempo ho acceso il forno per portarlo a temperatura e l'ho piazzato proprio lì davanti, su una sedia.
Mentre il pane lievita, accendere dunque il forno e portarlo a 200°.
Lasciare lievitare fino al raddoppio, circa un'ora...

Prendere poi l'impasto e dividerlo in tre parti, formando dei filoncini: io avevo lo stampo, che ho infarinato e li ho deposti lì dentro, ma potete anche formare dei filoncini e posizionarli ben separati fra loro su una teglia da forno normalissima.
Lasciare lievitare ancora una mezz'oretta, coprendo con uno strofinaccio, sempre davanti al forno.
Creare quache taglio sulla superficie dei filoncini utilizzando una lama, distribuire in superficie qualche gheriglio, spennellare poi con del latte e infornare mettendo nel forno, sul fondo, una teglia con una decina di cubetti di ghiaccio, in modo da formare la giusta umidità  per rendere il pane in cottura morbido dentro e croccante in superficie.
Cuocere quindi a 200° per 30-40 minuti...il pane è cotto alla perfezione quando, battendolo sul fondo si sente un rumore sordo.


I miei filoncini in mezz'oretta erano cotti perfettamente.........









Ottimi accompagnati da una bella fettina di salame felino, o un pezzettino di parmigiano...o ancora del formaggio spalmabile...insomma chi più ne ha più ne metta. 
E' strepitoso anche da solo, caldo poi....da delirio!


Quindi buon inizio settimana a tutti...con queste immagini partirà sicuramente alla grande, eheheeh, che ne dite?!
Un abbraccio e alla prossima

giovedì 8 gennaio 2015

Vellutata alla carota viola





Buongiorno a tutti amici ed amiche...passate bene le feste?
Ecco che dopo l'Epifania, che tutte le feste se le è portate via, si ricomincia con i normali ritmi e abitudini.
Devo essere sincera, anche quest'anno non ne vedevo l'ora...bello tutto, si, ma il fatto di tornare a dei ritmi più incalzanti, meglio si addice a me e al mio modo di essere.
Bello godersi pigramente qualche giorno di vacanza, bello poltrire un pò di più del dovuto, bello godersi la propria famiglia ventiquattro ore su ventiquattro, ma non so, forse non sarò normale...io dopo un pò inizio a scalpitare, inizio ad avere voglia di un pò di frenesia, di buttarmi a capofitto nelle giornate, di avere tante cose da fare che mi impegnino!

Purtroppo anche io, come credo molti di voi, ho un pò esagerato con dolcetti ed affini...più che altro quello che mi frega in questi pasti festivi, sono gli antipastini, tutte quelle leccornie sfiziose e golose, alle quali difficilmente riesco a rinunciare. 
E poi, da buona lombarda, come dire di no a lui...sua maestà il panettone?!
Me lo gusto e pregusto, devo cercare di non tenerlo in casa, altrimenti non riesco a farne a meno....piuttosto una fettina millimetrica, ma lo devo assaggiare...mi fa andare in visibilio! 
Si, sono una di quelle che potrebbe mangiare panettone anche a ferragosto...di questo dolce non m stanco mai.
Infatti si vede....ehm...si sente anche se salgo sulla bilancia, ahimè.

Quindi...via, ora si cambia registro!
Ieri ho pulito casa per benino, tolto tutti gli addobbi natalizi, smontato l'albero e riposto il tutto in solaio: ora tocca anche depurare e "pulire" un pò il nostro corpo, in particolare il nostro intestino e fegato, messi a dura prova da queste cosucce un pò così, mangiate durante le feste.

La mia proposta di oggi consiste in una vellutata confortevolissima, bellissima anche da vedersi, con il suo colore rubizzo e invitante: la vellutata alla carota viola.








Morbida, calda, leggera e saporita, la trovo perfetta per i pasti del dopo-feste...pensate che anche mia figlia, che con le verdure ha un rapporto un pò conflittuale, l'ha gradita e divorata!

Vi lascio i dosaggi e gli ingredienti per tre persone, potete diminuire o aumentare a piacere...ottima anche da gustare il giorno dopo o il pasto successivo: a me è successo di prepararne un pò di più e di scaldarla la sera per cena...deliziosa, come appena cucinata.

Mi è piaciuto servirla con un cucchiaio di créme fràiche ed un pizzico di semi di chia, che ultimamente metto un pò dappertutto, visto che fanno davvero tanto bene!








Ingredienti per tre persone:

300 g carote viola
80 ml di marsala
un pezzettino di cipolla bianca
500 ml circa di brodo vegetale
sale e pepe
una noce di burro e un goccio d'olio
qualche fogliolina di timo

per servire:
semini di chia, q.b
crème fràiche, qualche cucchiaio

Preparazione:
Pulire, pelare ed affettare le carote (mi raccomando, usate dei guanti in silicone, ed attenzione alle superfici della cucina, poichè lasciano il colore ovunque!).
Tritare finissimamente la cipolla, metterla in una casseruola insieme all'olio e al burro e farla leggermente stufare, aggiungendo un cucchiaio d'acqua, senza friggerla; unire le carote e alzando la fiamma, rosolarle per alcuni minuti.
Sfumare col marsala, aggiungere le foglioline di timo, salare, pepare e far evaporare l'alcool a fiamma vivace per qualche minuto, mescolando ogni tanto.
A questo punto aggiungere alcuni mestolini di brodo e cuocere abbassando la fiamma e col coperchio, per circa una quindicina di minuti.
Versare le carote in un blender o in un frullatore, io ho utilizzato questo della serie Illumina di Russell Hobbs, (che ha diverse funzioni per ottenere delle preparazioni perfette, in questo caso ho utilizzato quella specifica per vellutate), aggiungere ancora del brodo caldo, non tutto però, e iniziare a tritare.
Verificate se la consistenza è quella che desiderate, nel caso fosse ancora troppo soda aggiungete altro brodo bollente, man mano fino al raggiungimento della morbidezza desiderata.
Io alla fine devo averne utilizzato circa mezzo litro, fra cottura e frullatura, però regolatevi voi...alcune persone lo preferiscono più sodo, altre più liquido, quindi regolatevi a piacere in questa fase con le quantità.

Servite subito dentro a delle ciotoline o tazze, versandoci al centro una cucchiaiata di crème fràiche e, se li gradite, dei semini di chia; potete anche servire la vostra vellutata con dei crostini di pane, della frutta secca spezzettata...insomma quello che vi suggerisce la vostra fantasia!









Con questa ricettina salutare e leggera, vi saluto...oggi è giornata di pulizie, e dopo aver smontato tutti gli ammennicoli natalizi, una bella spazzata generale è d'obbligo!

Un abbraccio, alla prossima




lunedì 5 gennaio 2015

E' on line il nuovo Taste & More, il primo del 2015!

Eccoci qua, anno nuovo...numero nuovo, ehehehe!
Si, è con piacere che vi voglio mostrare il nuovissimo numero di Taste & More, tutto da sfogliare, leggere e gustare...noi tutte blogger che vi partecipiamo, speriamo di essere riuscite anche questa volta a realizzare una rivista speciale....ce l'abbiamo messa proprio tutta!

Anche in questo nuovo numero le ricette sono tante, per tutti i gusti :
...parleremo di pie salate, di ricette a lenta cottura, di vellutate comfort food, perfette per queste giornate così fredde e corte d'inverno.
Inoltre ricette speciali con le patate, cucineremo il pollo in tante nuove versioni appetitosissime, vi proporremo alcune idee per i dolci di carnevale...
...e poi le rubriche fisse come le ricette senza glutine, lo sweet corner, l'etnico, il cheap & spicy, e tante altre belle idee tutte per voi.


Ricordo che taste & More non si trova nelle edicole, ma è possibile visionarlo cliccando sull'immagine che trovate qui sotto...che dirvi ancora...
...non siete curiose/i?! Correte...
Buona visione!