lunedì 29 settembre 2014

In cucina con il tè: settembre, colazione sprint per ripartire alla grande!






Settembre sta per terminare, l'autunno è arrivato e i lenti ritmi vacanzieri sono solo ormai un lontano ricordo. Tutto è ripartito alla grande....la routine scolastica e lavorativa  è ripresa a pieno ritmo, e si corre, si corre, si corre, arrivando a fine settimana stanchi e sfiniti, con una voglia matta di rilassarsi e di condividere qualche momento insieme in famiglia.
E' normale con l'arrivo di questa stagione sentirsi a volte più spossati, con le energie in calo: le giornate si accorciano, la luce diminuisce e la voglia di tepore e di casa si fa prepotentemente sentire.
Io e Gabriella dello Chà Tea Atelier, questo mese abbiamo proprio  pensato ad una colazione assolutamente  golosa, particolarmente ricca di energia e perfetta per iniziare bene la giornata!
Certo, forse la possiamo riservare ai fine settimana, quelli dove si sta con calma tutti insieme a tavola a tirar tardi, tanto il treno non si perde e il pulmann non scappa, non si deve timbrare il cartellino e la campanella non suona.
Che ne dite, siete d'accordo con me?!

Come al solito a farci compagnia e a dare quel tocco profumato ed intenso alla nostra bella colazione, sono i tè che Gabriella ha selezionato per questo appuntamento super goloso; tè che, oltre ad essere bevuti, sono ingredienti fondamentali per la realizzazione delle ricette che vi propongo.

Passo quindi la parola a lei, che ve li descriverà nel dettaglio, precisissima come sempre, e poi io vi racconterò come ho realizzato le ricette.












Per caratterizzare il frullato alla banana, abbiamo voluto usare un tè nero dello Sri Lanka, l'UVA High Grown.
Questo tè nero biologico, della varietà High Grown, proviene dalla zona montuosa del sud-est dello Sri Lanka. Questi giardini accarezzati dai monsoni offrono in tazza un tè ricco, leggermente pungente, ma dal sapore dolce ed esotico. Anche se i tè di questa regione vengono spesso utilizzati nei blend, danno il loro meglio se degustati i purezza. E’ perfetto come accompagnamento ai cibi a base di carni bianche o durante una colazione continentale o all’inglese.

Per la preparazione del tè si consiglia:
2-3 grammi ogni 150 ml
acqua 90-95°
3 minuti d’infusione


Per aromatizzare i pancakes invece, il tè utilizzato è il profumatissimo Taormina Puro Mediterraneo. Questo tè, che già nel nome evoca le splendide coste della Sicilia, trasporta con i suoi profumi immediatamente nel cuore del Mediterraneo, nei luoghi in cui la cui natura è al colmo del suo fulgore durante il mese di settembre. Una miscela di tè verdi cinesi, riso tostato, pistacchi, cardamomo, pezzi di fico e bacche di vaniglia. Dall’intenso e avvolgente gusto di pistacchio e fico, un tè per prolungare l’energia dell’estate, concentrata nei suoi frutti, sulla nostra tavola.


Per la preparazione del tè si consiglia: 
2-3 grammi ogni 150 ml 
acqua 85°
2-3 minuti d’infusione


Come accompagnamento abbiamo trovato perfetto da servire un buon tè dello Sri Lanka, il Nuwara Eliya High Grown
Questo “Champagne” dei tè neri di Ceylon, della varietà High Grown, cresce nella regione Nuwara Eliya, ad un’altitudine di oltre 2.000 metri. 
L’alta quota e le basse temperature determinano una crescita molto lenta della pianta del tè con foglie insolitamente piccole. Oltre al particolare clima, la menta selvatica, gli eucalipti e i cipressi che crescono ai lati delle piantagioni, rendono unico e aromatico questo tè nero singalese. Un perfetto accompagnamento per cibi salati a base di carne o durante una colazione continentale e all’inglese.

Per la preparazione del tè si consiglia: 
2-3 grammi ogni 150 ml 
acqua 90-95°

3 minuti d’infusione 








Torretta di pancakes profumati al tè Taormina, con prugne rosse, sciroppo d'acero e granella di pistacchio

Ingredienti per 6-7 pancakes (potrete poi come me farne una torretta o mangiarli singolarmente, come preferite!)
120 g farina autolievitante
un cucchiaio e mezzo di zucchero di canna
mezzo cucchiaino da caffè di lievito per dolci
un uovo
150 ml latte 
3 g tè Taormina
olio di girasole per ungere il padellino

Per servire: prugne rosse, sciroppo d'acero e granella di pistacchio

Preparazione: per prima cosa scaldare il latte e portarlo quasi ad ebollizione...appena vedete che sta per bollire, spegnere la fiamma e versarci le foglie di tè. Lasciare in infusione per 8 minuti circa, poi filtrare.
Lasciar raffreddare il latte e poi preparare la pastella per i pancakes.
In un frullatore o in un blender, metterci per prima cosa l'uovo con lo zucchero, unire il latte e la farina setacciata col lievito. Azionare il frullatore, fino ad ottenere un impasto morbido.
Nel frattempo ungere un padellino dal diametro di sedici centimetri con l'olio di girasole, scaldarlo e versare qualche cucchiaiata di pastella. Attendere la cottura su un lato, e appena inizia a fare delle bolle in superficie, girarlo e procedere con la cottura dall'altro lato. Una volta cotto, toglierlo dal padellino, ungerlo ancora con un filo d'olio e procedere alla preparazione di un altro pancake, fino all'esaurimento della pastella.
I pancakes non devono risultare troppo sottili, in questo caso hanno bisogno di un certo spessore, circa di mezzo centimetro.
Lasciarli intiepidire e poi comporre la torretta alternando un pancake con delle fettine di prugna tagliate sottilmente, una bella colata di sciroppo d'acero ed una bella spolverata di pistacchio, poi rimettere un altro pancake e procedere così fino alla fine. Decorare la superficie con fettine di prugna, sciroppo di canna e pistacchi in polvere.
Se preferite, potete anche servire i pancakes singoli, insieme alle fettine di prugna, spolverizzate di abbondante granella di pistacchio ed una bella colata di sciroppo d'acero: con una torretta noi ci abbiamo mangiato abbondantemente in due!
Sono profumatissimi e assolutamente deliziosi, provare per credere!












Frullato alla banana, profumato al tè UVA High Grown

200 ml di latte di soia o vegetale
1 banana
un cucchiaino di zucchero di canna
4 g tè UVA High Grown

Preparazione
La preparazione di questo frullato è proprio di una semplicità sorprendente! Le dosi sono per un bicchierone.
Scaldare il latte in un pentolino o nel microonde ma non farlo assolutamente bollire. Mettere il tè in infusione e lasciarlo nel latte per circa 8 minuti, poi filtrare e zuccherare. Lasciare raffreddare.
Versare il latte una volta raggiunta la temperatura ambiente ( se le giornate lo permettono potete mettere il latte in frigo, in modo da avere un frullato freddo...io in questa stagione preferisco di no, ma va a gusti personali) in un frullatore o blender, aggiungere la banana a tocchetti e frullare, fino ad ottenere un composto morbido e vellutato, con una bella schiuma in superficie.
Versare in un bel bicchierone e servire, accompagnato da qualche fettina di banana fresca.








Che ne dite, vi piace come colazione?!
Con questa vi assicuro, affrontare la giornata non sarà un problema, credetemi sulla parola!
Come accompagnamento, se vi va di sorseggiare un buon tè caldo, trovo che sia perfetto il Nuwara Eliya High Grown, un tè che mi riporta ai tempi passati di quando, ormai tanti anni fa, feci un meraviglioso viaggio in Sri Lanka ed andai proprio lì, a queste piantagioni per vederne la raccolta e la lavorazione.








Ora vi saluto augurandovi un buon inizio settimana, sperando sia piena di piacevoli novità !!
Io son sempre qua, vi aspetto mi raccomando, e vi saluta anche Gabriella, che vi rimanda al sito del suo atelier per qualsiasi informazione ed anche per l'acquisto di tè meravigliosi e profumati, provenienti da tutto il mondo. Se siete a Milano e vi va di farvi una piacevole pausa sorseggiando un buon tè, passate da via Marco d'Oggiono, lei col suo sorriso e la sua grande competenza, vi aspettano lì!

Buona giornata, vi mando un abbraccio

giovedì 25 settembre 2014

Il dolce della tradizione lombarda: la rusumada e le tortine rustiche alla farina gialla




Buon giovedì a tutti amici ed amiche, come state?
Io in questi giorni mi imbarcameno, ma dai non guardiamo tutto e cerchiamo di essere positivi...
Così per rallegrarmi un pò, mi metto a scrivere questo post, che già dalle prime foto sprizza solarità ed energia: sto parlando infatti della terza puntata del Pranzo della Tradizione Lombarda che ho curato e realizzato per la rivista Taste & More, (che sotto potrete sfogliare, of course!), una piccola parentesi dolce che non guasta di certo!

Come già vi raccontavo qui e qui, la cucina tradizionale lombarda è fatta da ingredienti semplici e genuini, robusti ma di poche pretese, sapori decisi e gustosi, che io ho imparato a conoscere soprattutto grazie alla nonna e ai miei genitori.

Di dolci della tradizione ce ne sono parecchi, avrei potuto parlarvi della sbrisolona, della torta bertolina, degli amaretti, del torrone o ancora del pan dei morti, o del mitico panettone...ho voluto però realizzare delle semplici tortine povere preparate con la farina gialla di mais, ingrediente principe e quasi sempre presente nelle ricette tipiche lombarde.
Mi è piaciuta l'idea di accompagnarle con la rusumada, una sorta di simil-zabaione dalle proprietà corroboranti e ricostituenti, che è assolutamente tipico del milanese e che mia nonna preparava sempre, con un goccino di buon vino rosso, che lei chiamava "el bruschett".

Quindi godetevi questa parentesi dolce, e, se anche voi siete di origini lombarde come me ed avete, sempre  come me già passato gli anta, magari potranno anche riuscire a regalarvi un pò di felice nostalgia...







Tortine rustiche alla farina gialla

Ingredienti per 7 tortine  - diametro cm 10

240 g farina gialla
200 g zucchero
200 g burro morbido
120 g farina bianca
2 cucchiai di farina di mandorle
3 uova grandi
100 ml latte intero
1 limone biologico
Mandorle in scaglie per decorare la superficie

Preparazione:

Accendete il forno e portatelo a 170°.
Montate le uova con lo zucchero, unite il latte, le farine, il burro e amalgamate bene per ottenere un composto morbido. In ultimo aggiungete la scorza di mezzo limone grattugiata finemente.
Imburrate ed infarinate gli stampini, versateci il composto sino a circa mezzo centimetro dal bordo, unendo in superficie un po’ di mandorle in scaglie.
Infornate e cuocete per circa 20-25 minuti con funzione ventilata; la superficie si deve ben dorare. Punzecchiateli con uno stuzzicadenti per verificarne l’effettiva cottura: se esce asciutto, sono cotte. Lasciatele raffreddare su una gratella e servitele.
Sono perfette accompagnate da una bella russumada, ideali per una merenda ma anche come fine pasto.








Rusumada

Ingredienti per una tazza o un bicchiere:

1 uovo freschissimo
1 cucchiaio colmo di zucchero semolato
1 bicchiere scarso di vino rosso

Preparazione:

Separate il tuorlo dall’albume dell’uovo e metteteli in due tazze separate, montando l’albume a neve ben ferma.  Al tuorlo unite lo zucchero, e, con una piccola frusta, sbattete ben bene in modo da renderlo gonfio e spumoso. Unite il tuorlo all’albume, mescolando delicatamente per non smontare il composto e, pian piano aggiungete anche il vino rosso, poco alla volta, sempre amalgamando con la fusta. Servite subito!
Questa merenda povera, genuina e molto sostanziosa, è perfetta per essere gustata con della piccola pasticceria secca o con dolci a base di farina gialla.



Vi lascio anche la rivista da sfogliare, qualora vi siate persi il mio servizio, ed anche tutte le bellissime altre ricette presenti in questo numero dal sapore autunnale!
La Simo vi saluta e vi dà appuntamento sempre qui...mi raccomando, vi aspetto, eh?!

Un abbraccio e alla prossima




lunedì 22 settembre 2014

Voglia di spuntino in compagnia...tartellette salate alle zucchine, provola e wurstel





Si, si lo so...
L'autunno ormai è arrivato, esattamente da ieri ci siamo dentro in pieno!

Ormai il tempo dei pic nic è praticamente terminato, anche se a dire il vero la temperatura ieri era quasi da estate, vabbè....mannaggia sta facendo ora quello che non ha fatto prima, ma si può?! Ero in giro e quasi sudavo, che rabbia....
Però è anche inutile starci a pensare, tanto non ci possiam fare proprio niente!

Io però voglio fare un pò l'anticonformista e un'ideuzza golosa e  sfiziosa, che sa vagamente d'estate, ve la voglio lasciare lo stesso.
Già...ho pensato a voi!
Per chi vuole fare un'ultima scampagnata prima di riappendere le scarpe al chiodo...per chi cerca un'idea semplice, veloce e saporita per un aperitivo o un incontro fra amici...per chi vuole preparare un brunch o una merenda salata molto golosa: queste allegre tartellette sono davvero semplicissime da fare, ve lo assicuro!
Io mi sono preparata da sola la pasta al vino per realizzarle, ma se volete fare in frettissima, basta anche un rotolo di briseè o di pasta sfoglia già pronte e voilà! 
Il gioco è (quasi) fatto!

Basta poco...








Non è la prima volta che preparo la pasta al vino per le mie tartellette, anche qua ve l'avevo mostrata, comunque vi ridò tutto, ingredienti e procedimento per ottenerne circa sei-otto pezzi.


Ingredienti:

Per la pasta al vino:
300 gr farina 00 per me Molino Rossetto
100 gr vino bianco secco non frizzante
80 gr olio di girasole
Un pizzico di sale

Per il ripieno:
Mezza provola dolce
1 grossa zucchina o due piccole
1 uovo 
100 ml panna da cucina
sale e pepe nero macinati al momento
olio d'oliva q.b

Preparazione:
Per prima cosa preparare la pasta al vino, impastando la farina miscelata col sale insieme agli ingredienti liquidi, olio e vino, ottenendo una bella palla di composto; avvolgerla nella pellicola alimentare e lasciarla in frigo per circa una mezz'oretta.
Nel frattempo in una capace padella antiaderente mettere un filo d'olio, grattugiare la zucchina ben pulita e mondata e far rosolare per cinque sei minuti a fiamma vivace. Spegnere e lasciar intiepidire.
In una ciotola sbattere l'uovo con la panna e con un pizzico di sale e pepe, unire una bella manciata abbondante di provola grattugiata con la grattugia a fori larghi, amalgamando per  creare una bella crema densa; aggiungere la zucchina cotta e mescolare bene.
Togliere la pasta dal frigo, stenderla col mattarello e foderare gli stampi per tartellette, (precedentemente unti con una noce di burro o se preferite rivestiti con carta forno); successivamente riempirli con la crema e decorare con i wurstel tagliati a rondelle sottili in superficie.
Infornare per una ventina di minuti a 180° ventilato, devono dorarsi bene in superficie e diventare belle croccanti.
Togliere dal forno, lasciar leggermente intiepidire e servire.









Mmmmm...dite la verità...non vi viene voglia di rubarne una dal monitor?!
A me si...
Anzi, quasi quasi queste tartellette le preparo anche stamane per il pranzo di oggi di mia figlia...ne andrà matta, lo so!

Buon lunedì a tutti e buon inizio autunno...speriamo ci riservi giornate ancora ricche di sole, calore e luce!
Vi abbraccio, a presto

venerdì 19 settembre 2014

E per il fine settimana...letture, e relax con una strepitosa tisana fresca!

Buon fine settimana amici ed amiche, eccoci già arrivati a venerdì, mamma mia i giorni volano!
Sembrava ieri quando dovevo partire per le ferie...poi in un battibaleno (come tutte le cose belle del resto!) son volate e adesso...eccoci qua, a settembre pieno e inoltrato, con scuola ormai iniziata e con i ritmi soliti ormai ripresi e consolidati...

Ho ripreso a postare le mie ricettine, ma mi son resa conto che da un pò non metto qualche recensione delle mie letture...
Al mare ho davvero divorato un sacco di romanzi, in effetti la mia schiena non mi permetteva di fare grandi cose e quindi ne ho approfittato per rilassarmi alla grande e dedicarmi a questa mia grandissima passione. Sapete poi che alla Simo piace chiacchierare di tutto un pò, quindi anche di letture e libri...perchè no?! Il blog è bello anche per questo...per condividere tutte le nostre passioni!

Vorrei lasciarvi un paio di titoli con i miei soliti commenti (parlare di recensioni è forse anche un pò troppo esagerato, nè?!) che, come al solito, spero vi possano interessare!

Allora eccomi qua, ricordandovi che anche sul Blog dei Libri Vagabondi potrete trovare tante belle idee di lettura, condivise da altre persone che amano, come me, leggere.








Il primo romanzo di cui vi vorrei parlare, è questo di Clara Sànchez, scrittrice che adoro, e che mi è piaciuto molto: "Entra nella mia vita".
Avvincente e molto diretto, mi ha catturata subito, tanto che me lo sono letto tutto d'un fiato, quasi senza riuscire a posarlo! Dopo aver letto gli altri suoi romanzi, "La voce invisibile del vento" e il mio preferito "Il profumo delle foglie di limone", non potevo perdermelo assolutamente...
Mi ha lasciato in un turbinio di sensazioni molto particolari, e per questo ve lo consiglio...non voglio dirvi di più, solo lasciarvi la trama, tratta dal sito della Garzanti, casa editrice di questa bravissima autrice.


Madrid. 
Il sole estivo illumina la casa piena di fiori. È pomeriggio e la piccola Veronica approfitta di un breve momento di solitudine per spiare tra le cose dei genitori.
Apre una cartella piena di documenti, e scorge una foto. La estrae con la punta delle dita, come se bruciasse. 
Non l'ha mai vista prima. Ritrae una ragazzina poco più grande di lei, con un caschetto biondo, una salopette di jeans e un pallone tra le mani. Veronica è confusa, ma il suo intuito le suggerisce che è meglio non fare domande, non adesso che la mamma è sempre triste.
Anno dopo anno, Veronica si convince sempre più che le discussioni e i malumori in casa sua nascondano qualcosa di cui nessuno vuole parlare. E che l'enigma di quella foto, di quella bambina sconosciuta, c'entri in qualche modo.
Ma quando Veronica diventa una donna, decisa e tenace, non può più fare finta di niente. La malattia della madre la costringe a fare i conti con un passato di cui non sa nulla, un passato rubato che la avvicina sempre di più alla bambina misteriosa della fotografia. 

Ritrovarla è l'unica strada per raggiungere la verità. Una verità che, forse, ha un prezzo troppo alto. E quando Veronica trova la bambina, ormai una donna anche lei, capisce che la strada è tutt'altro che percorsa, che il mistero è tutt'altro che svelato. Ma soprattutto capisce che c'è qualcuno disposto a tutto pur di ostacolarla nella sua ricerca. Non le rimane che affidarsi a sé stessa, al suo intuito e al suo coraggio. Perché districare il groviglio di bugie e manipolazioni sarà molto, molto pericoloso.

Entra nella mia vita è l'ultimo romanzo di Clara Sánchez, il più maturo e più importante, scritto dopo l'incredibile successo del Profumo delle foglie di limone – 500.000 copie vendute e ancora nella classifica dei libri più venduti dopo due anni dall'uscita –, e l'ha consacrata come l'autrice più letta del momento. Balzato in cima alle classifiche spagnole, ha scosso l'opinione pubblica per la sua forza dirompente. Una storia di tradimenti e di menzogne, di colpa e di innocenza, di verità e di fiducia, che ha come protagoniste due anime inquiete legate dal filo invisibile di un amore incrollabile.








L'altro romanzo di cui vi voglio parlare si intitola "Io dormo da sola", di Emanuela Baldo e Salvatore Paci, ed è un ebook edito da EEE Edizioni esordienti ebook.
Un libro bel romanzo, ben scritto, scorrevole e perfetto per una lettura non impegnativa e piacevole. Mi aspettavo un finale completamente diverso, ma in definitiva mi è piaciuto!
Vi lascio una breve trama...



Mattia, un giovane architetto, è incaricato di ristrutturare un’antica villa in Sardegna, nelle vicinanze di Iglesias. Durante i lavori, ritrova il diario di una giovane donna, Emma, che ha vissuto in quel luogo, in un imprecisato passato, forse mezzo secolo prima. La lettura del manoscritto coinvolge profondamente il giovane, a mano a mano che questi conosce più a fondo la vita della ragazza, costretta a sposare un uomo insensibile e dispotico e a vivere un rapporto umiliante e soffocante. In un sottile gioco di interazioni, con il procedere della lettura, le vite di Mattia e di Emma sembrano svolgersi in contemporanea, ad ogni passo i due si trovano davanti a dei bivi e delle scelte, quasi come se la storia di Emma, anziché anni prima, venisse scritta giorno per giorno, parallelamente a quella di Mattia che, dal futuro, vorrebbe aiutare la donna del passato. Perché la storia è complessa, piena di punti oscuri, ci sono verità inconfessabili che si annidano nella famiglia di lei e colpi di scena, nel diario, degni di un romanzo.Intanto, inevitabilmente, Mattia si innamora di Emma, della sua bellezza, del suo desiderio di libertà e di verità. E sarà Mattia il primo a capire, a mettere insieme tutti i tasselli della storia.Ma che fine ha fatto Emma? Si è davvero suicidata, come sembra di capire dalla brusca interruzione del diario? Oppure riuscirà finalmente a conoscere quella verità a cui tanto aspira?La conclusione del romanzo è sorprendente e inattesa.


Per finire, ecco una tisana assolutamente deliziosa, da sorseggiare in pieno relax mentre vi leggete un buon libro...come già sapete amo estraniarmi completamente quando leggo, e se posso qualcosa da bere me lo preparo sempre, in modo da gustarlo appieno, fra una pagina e l'altra...

Quella che vi voglio proporre oggi, e deliziosa sia fredda che calda...io quest'estate me ne preparavo una bella caraffa, da tenere pronta in ogni momento; sto parlando di questa buonissima di Terza Luna, il tramonto d'arancia, che viene anche chiamata tisana del buonumore!










Si, io l'avevo già proposta in versione calda qui, ma dovete sapere che anche fredda è particolarmente squisita, anzi forse forse l'ho preferita così!
Il metodo per prepararla a freddo è molto semplice...io faccio così e mi riesce sempre bene: prima di andare a nanna la sera metto in infusione in una bella e capiente caraffa circa 8 g di tisana in un litro- un litro e mezzo d'acqua naturale a temperatura ambiente. Al che, metto in frigo e me ne vado a dormire, lasciandola lì tutta la notte. Il tempo di infusione dovrà essere di otto- dodici ore: una volta svegli, dovrete poi filtrare ed ecco che è pronta!

Son sicura che porterà il buonumore anche in casa vostra...e sorseggiata fra una pagina e l'altra della vostra lettura preferita, beh...non potrà farvi altro che bene!!


La Simo ora vi saluta augurandovi un sereno fine settimana.
Il mio sarà un pò movimentato, qua al paesello è la festa patronale e quindi ci saranno tante belle iniziative per tutti...a lunedì quindi!
Un abbraccio e grazie per la vostra sempre costante e per me importante presenza...
.....smack!



mercoledì 17 settembre 2014

Seconda puntata del mio pranzo della tradizione lombarda...risotto giallo con l'ossobuco!





"O mia bela Madunina....che te brillet de luntan....
tuta d'ora e piscinina...ti te dominet Milan..."


Quest'oggi voglio continuare con un'altra ricetta meravigliosa, simbolo della tradizione della mia bella regione, la Lombardia e in particolar modo della città capoluogo: Milano; lui, il re della cucina milanese, il risotto allo zafferano, ("el risott giald")servito insieme all'ossobuco in gremolata. 
Strepitoso piatto unico, ricco di colore e sapore, che scalda il cuore oltre che lo stomaco!
Il riso, ingrediente principe della nostra cucina regionale, trova il pieno trionfo in questo piatto, che già compare nei primi ricettari di cucina lombarda dal milleottocento, anche se sembra che la prima ricetta trovata sia risalente ad un pranzo di nozze del 1574. 
Morbido e ricco, grazie al brodo di carne ed al midollo di bue, rallegra gli occhi, il piatto ed anche gli animi!

Degno completamento è l'ossobuco, ("l'oss bus") preparato con un sughetto, finito con la gremolata (realizzata con prezzemolo, aglio e scorza di limone tritati finemente), la quale rende questo piatto a dir poco succulento. Io preferisco la carne di vitello a quella di manzo, molto più tenera e meno fibrosa, e la parte utilizzata è quella del garretto posteriore, ovvero dello stinco. 

Insomma ecco a voi un piatto unico assolutamente gradito in casa mia: in inverno spesso compare nel mio menù della domenica, come quando ero bambina, nei pranzi con la mia famiglia e la mia adorata nonna Gina.
Ve lo voglio regalare, e spero che anche per voi possa diventare uno dei piatti del cuore, come lo è per me...........









Risotto Giallo alla Milanese

Ingredienti per 4 persone:
300 g di riso superfino Carnaroli o Vialone nano
Un litro di buon brodo di carne
30 g di burro
30 g midollo di bue
1 piccola cipolla bionda
1bicchiere di vino bianco secco
1 bustina di zafferano in polvere
Due cucchiai di olio d’oliva
4 cucchiai di grana padano grattugiato
Sale fino

Preparazione:

In una capace casseruola, mettete metà del burro, l’olio e la cipolla tritata finemente, facendola appassire appena. Aggiungete il midollo e scioglietelo pian piano insieme al condimento.
Unite il riso e fatelo tostare per alcuni minuti, mescolando con un cucchiaio di legno;  sfumate poi col vino bianco, alzando un po’ la fiamma per far evaporare l’alcool, e mescolate.
Coprite il riso con qualche mestolo di brodo caldo, sempre mescolando frequentemente; a metà cottura unite la bustina di zafferano sciolta in un po’ di brodo, e regolate di sale. Continuate ad aggiungere a poco a poco il brodo, sempre mescolando,  per circa un quarto d’ora, in modo da farlo assorbire ben bene dal riso.
A questo punto togliete la casseruola dal fuoco, aggiungete il burro a fiamma spenta e il grana grattugiato, mantecando  bene. Mettete il coperchio  e lasciate riposare il risotto per qualche minuto, servendolo ben caldo e fumante.


Ossibuchi alla Milanese in gremolata

Ingredienti per 4 persone:
4 ossibuchi di vitello
Una tazza di farina bianca
Un bicchiere di vino bianco secco
Un mestolo di brodo vegetale
Mezza cipolla bionda
30 g burro
Un cucchiaio di salsa di pomodoro
La scorza di mezzo limone biologico
Un ciuffo di prezzemolo
Uno spicchio d’aglio
Sale e pepe nero macinati al momento

Preparazione:

Battete leggermente gli ossibuchi col pestacarne e, con delle forbici o un coltello abbastanza affilato, tagliate in più punti la pellicina che li avvolge, poi infarinateli molto bene da ambo le parti.
In una capace casseruola, meglio se in ghisa, sciogliete il burro e l’olio, poi aggiungeteci la cipolla tritata finissimamente e fate rosolare un po’, senza farla friggere.
Aggiungete gli ossibuchi e dorateli ben bene da ambo le parti, salate e pepate, poi sfumate col vino bianco.
Unite la salsa di pomodoro insieme al brodo e fate cuocere a fiamma bassa e col coperchio gli ossibuchi per circa un’oretta , girandoli ogni tanto.
Prima di servirli, preparate una gremolata tritando in un piccolo robot da cucina lo spicchio d’aglio pelato, la scorza di mezzo limone e un ciuffetto di prezzemolo; adagiate questo trito sull’ossobuco prima di portarlo in tavola e servite caldissimo, appoggiandolo su una bella porzione di risotto giallo e irrorando a piacere col sughetto di cottura.



Se volete rivedere tutto il mio menù, insieme alle belle ricette di tutto il nuovo numero di Taste & More, cliccate qua sotto...

Buona giornata, e alla prossima!





lunedì 15 settembre 2014

Sfogliatine alla crema di lamponi





Lo ammetto, ultimamente sto trascurando alcune cosucce, e me ne scuso con voi...
Avevo iniziato a tenere quella bella rubrichetta (sempre sul blog) di "Libri di cucina nella mia cucina", dove davo una mia semplice ed essenziale recensione in merito ai libri di cucina da me tanto amati ed acquistati.
Purtroppo ultimamente sono stata presa da tante cose, vari progetti ma anche qualche problemuccio, e per forza di cose, ho dovuto abbandonare un pò...
Nei buoni propositi di questo nuovo anno che per me inizia sempre a settembre e mai a gennaio, (eheheheh!!!) voglio metterci anche questo: tenere il più possibile aggiornato questo piccolo spazio!
Comincio a farlo ora, parlandovi di un libro che ho tanto desiderato ma che, per vari motivi non mi decidevo mai ad acquistare; alla fine ci sono riuscita e devo dire che...beh, ho fatto davvero male ad aspettare così tanto.
E' un libro assolutamente meraviglioso...le foto sono incantevoli, le ricette di semplice esecuzione...caspita ma non vi ho ancora detto di che libro si tratta!

E' "Stagioni" di Donna Hay, edito da Guido Tommasi
Di questa autrice ho già diverse pubblicazioni, e questo libro è forse uno dei più belli che io abbia mai avuto fra le mani.
Lo stile è quello semplice e sobrio di Donna Hay, le ricette sono suddivise appunto per stagioni, corredate da fotografie capolavoro...è un piacere solo sfogliarlo ed ammirarlo.
Mi è piaciuta molto l'impostazione, la carta opaca e piacevole al tatto, forse un pò meno il formato, anche se questo libro è più piccolo e quindi un pò più pratico rispetto alle altre pubblicazioni di questa autrice.
Si parte dalla primavera, arrivando all'inverno, ed ogni stagione è suddivisa in ricette salate e dolci.
Io oggi ho voluto proporvene una, leggermente rivisitata, fatta in un battibaleno, semplice e d'effetto.
Si,è un libro che vi consiglio di acquistare...sono sicura che appena lo sfoglierete ve ne innamorerete all'istante, come è stato per me!









...bastano davvero pochi ingredienti e in men che non si dica ecco che avrete preparato un veloce e golosissimo dolcetto che potrà assolutamente soddisfare la vostra "voglia di qualcosa di buono" (la frase del mitico Ambrogio...ve la ricordate, vero?!!)
Infatti basta avere in frigo un rotolo di pasta sfoglia...una vaschetta di lamponi...e con qualche altro semplice ingrediente ecco che avete risolto allegramente, credete a me!
Se siete come quel sofistico di mio marito che ha avuto da ridire sui semini di lampone dentro alla crema, fate in modo di passarli al setaccio prima di aggiungerli, così da eliminare qualsiasi semino fastidioso...io la prossima volta lo farò.

Vi garantisco comunque che erano fenomenali...e poi anche belli da vedere!








Ingredienti:
con qualche piccola variante personale rispetto alla ricetta originale (nel libro era una sfogliata intera, io ho voluto creare delle monoporzioni, me ne sono venute sei)
Un rotolo di pasta sfoglia rettangolare
120 g lamponi freschi più alcuni per decorare
100 g panna acida
due cucchiai di zucchero di canna per me Gran Cru Swaziland della Waves of Sugar
1 cucchiaio di zucchero a velo
4 cucchiai di panna liquida
qualche goccia di estratto di vaniglia
un rametto di menta
un goccio di latte

Preparazione:
Stendere il rettangolo di pasta sfoglia su un piano di lavoro e col mattarello leggermente infarinato allungarla un pochino. Ricavarne sei quadrati e praticare agli angoli dei piccoli taglietti in diagonale; ripiegare circa un centimetro di pasta su se stessa verso l'interno in modo da creare un bordino intorno al quadrato di pasta.
Bucherellare i quadrati con i rebbi di una forchetta, spennellarli col latte e metterli in forno a cuocere per circa una quindicina di minuti, in modo da renderli belli dorati.
Nel frattempo preparare il ripieno in questo modo: amalgamare la panna acida con l'estratto di vaniglia, lo zucchero a velo e lo zucchero di canna, unire anche la panna liquida per ottenere una crema più morbida. Unire i lamponi schiacciati con una forchetta al composto e mescolare bene per ottenere una crema densa e rosata.
Riempire i quadrati di sfoglia con la crema livellandola ben bene, decorare con alcuni lamponi freschi e qualche fogliolina di menta a piacere.











E con queste immagini golose, vi lascio e auguro a tutti un buon inizio settimana...
...come volano i giorni, mamma mia! 
Fermiamoli.......
Buonissima giornata