giovedì 18 dicembre 2014

In cucina con il tè: dicembre tempo di regali...sali aromatizzati al tè





Il Natale si sta avvicinando a grandi passi, e senza accorgercene mancano solo pochi giorni....
...avete pensato ai regalini da fare alle vostre amiche ed amici?

Questa che io e Gabriella dello Chà Tea Atelier vi vogliamo proporre nel nuovissimo appuntamento della Rubrica "In cucina con il tè", è un'idea semplice da realizzare ma che sicuramente saprà stupire chi la riceverà.

Abbiamo voluto proporvi dei sali aromatici, profumati al tè, perfetti per dare un tocco di personalità alle vostre pietanze e ai vostri piatti speciali...basta un mortaio, alcuni contenitori carini in vetro, nastrini a iosa, e...voilà, il regalino utile e profumato è bell'e pronto!

Passo la parola come sempre a Gabriella, che ci darà qualche informazione in più in merito ai tè utilizzati per queste ricette.










In abbinamento al sale bianco integrale, abbiamo pensato di utilizzare il tè nero Pu'er Gong Ting.
Questo è un tè nero Pu'er in foglie, proveniente dalla zona montuosa del Xishuang Banna, una delle aree di produzione di Pu'er più antiche e rinomate dello Yunnan. 
E'composto da germogli ricoperti da una leggera lanugine, provenienti da vecchie piante di tè selvatiche ad alto fusto, con oltre tre anni di invecchiamento. Già in epoca Qing questo specifico tè era citato nel “classico della medicina cinese” pèr le sue potenti proprietà medicinali. 
Una vera delizia per gli amanti del Pu'er da agricoltura biologica.
Un tè indomito per anime avventurose.
Per la preparazione si consiglia l'utilizzo della teiera Yi Xing in terracotta.

Metodo di infusione orientale:
6 g. nella teiera Yi Xing. Fino a 10-12 infusioni di 30-60 secondi ciascuna.

Per la preparazione occidentale:
3 grammi ogni 150 ml
acqua 90°- 95°
3 minuti d’infusione

Per gli altri sali, l'idea è stata quella di usare dei tè verdi coreani.
I tè coreani proposti, tutti da agricoltura biologica, provengono da Jeju, un’isola di origine vulcanica che ospita un paradiso dal punto di vista ambientale.  E’ un luogo protetto che ha ottenuto tre importanti riconoscimenti: è inserito nel patrimonio mondiale dell’Unesco, è una Riserva della Biosfera e un Parco Geologico.
I tè coreani vengono tostati a secco attraverso tecniche di lavorazione tradizionali. Ne deriva un caratteristico e piacevole gusto tostato, in un liquore dal colore verde delicato. Eccezione è il Jeoncha, un tè verde coreano cotto a vapore che ricorda il tipico Sencha giapponese.


Tè Woojeong
Primo raccolto primaverile, il più pregiato, che avviene entro il 20 aprile prima del Gogu (festa tradizionale che simbolicamente dà inizio alla stagione agricola di semina e raccolta). Ha foglie piccole arricciate e ricurve di un colore verde profondo. In tazza regala un liquore giallo sfumato verso il verde e sprigiona un aroma morbido dal gusto di nocciola unito a toni erbacei e note fruttate.

Per la preparazione occidentale:
2- 3 grammi ogni 150 ml
acqua 70°
infusione unica di circa 2 min.

Metodo di infusione orientale:
4-5 g. ogni 150 ml
acqua 70°
infusioni multiple di 30-40 secondi ciascuna


Tè Jeoncha
Raccolto estivo composto da germogli e da una o due foglie aperte. Prodotto in quantità limitate, è cotto al vapore.
Il suo sapore ricorda le note vegetali dei migliori Sencha giapponesi. Presenta foglie lisce e appuntite di un verde intenso, che producono un liquore verde, dal gusto lungo e persistente con note marine e sentori erbacei, con riflessi fruttati.


Per la preparazione occidentale:
2- 3 grammi ogni 150 ml
acqua 70°
infusione unica di circa 2 min.

Metodo di infusione orientale:
4-5 g. ogni 150 ml
acqua 70°
infusioni multiple di 30-40 secondi ciascuna
 





Sale bianco integrale al Tè Pu'er Gong Ting

In un mortaio pestare due cucchiai di sale grosso integrale con un cucchiano da tè colmo di Pu'er Gong Ting, in modo da frantumarlo ben bene e sminuzzare il tè.
Versarlo in un piccolo contenitore o in una fialetta di vetro dal tappo in sughero e chiudere bene.
Decorare a piacere e regalare...
Questo sale è perfetto da spolverizzare su carni rosse, uova, funghi, salumi e formaggi stagionati










Sale verde Himalayano al Tè verde coreano Jeoncha

In un mortaio pestare due cucchiai di sale grosso verde dell'Himalaya con un cucchiaino da tè di Tè verde Coreano Jeoncha, in modo da sminuzzarlo e frantumarlo ben bene.
Versarlo poi in un piccolo contenitore dal tappo ermetico o in una fialetta di vetro col tappo in sughero, come la mia in foto e decorare la confezione a piacere, per poterla poi regalare.
Questo sale è perfetto da utilizzare su pesci, molluschi e crostacei ed anche su formaggi freschi a pasta molle.









Sale rosa Himalayano al Tè verde coreano Woojeong

In un mortaio pestare due cucchiai di Sale rosa Himalayano grosso con un cucchiaino da te di Tè verde coreano Woojeong, sminuzzandolo e frantumandolo bene.
Una volta pronto, versarlo poi in un piccolo contenitore ermetico o in una fialetta in vetro dal tappo in sughero come la mia in foto; create una decorazione come più vi piace ed ecco il vostro sale pronto da regalare!
E' perfetto da utilizzare per la preparazione di zuppe di verdura, pietanze leggere salate di vario tipo, riso e carni bianche.



Che ne dite, non sono dei piccoli pensieri assolutamente graditi e originali?!

Noi ne siamo assolutamente convinte!

Quindi non vi resta che mettervi all'opera...sappiate che tutti questi tè, insieme a tantissimi altri e a tante belle idee da regalare per le feste, li potrete trovare da Chà Tea Atelier a Milano, dove come sempre Gabriella vi aspetta per consigliarvi ed offrirvi una tazza di questa bevanda profumata e meravigliosa.

A presto quindi e...
...tantissimi Auguri!




martedì 16 dicembre 2014

Il mio week end a Istanbul




Eccomi qua, so che aspettavate questo post, ma credetemi, è stato davvero lungo da preparare...le foto erano tante, tante le cose che volevo raccontare che ci ho messo effettivamente un bel pò, ma alla fine ci sono riuscita!
Come saprete, nel fine settimana dell'Immacolata, sono stata con la mia famiglia in questa bellissima città...il tempo non era molto e in pochi giorni siamo riusciti a concentrare il più possibile per riuscire a godere al meglio e cercare di non perderci le cose più belle di questa città dalle Mille e una Notte.

Le cose da dirvi sono davvero molte, mi piacerebbe darvi qualche dritta per riuscire a vedere il più possibile in due-tre giorni, perciò non mi dilungherò a parlarvi della città in sè e della sua storia, cliccando su questo link avrete sicuramente tutte le notizie che cercate...io vi racconterò come ci siamo mossi noi e cosa abbiamo visitato, dando assolutamente spazio alle foto che vi mostreranno un piccolo scorcio di tutto quello che abbiamo visto e vissuto.


Istanbul è una città ricca di fascino e di mistero, una metropoli che si estende tra il continente europeo e quello asiatico, divisa dal suggestivo Stretto del Bosforo.
Vista da lontano l’antica capitale dell’Impero Romano e Ottomano è un susseguirsi di grandi cupole di chiese cristiane, come quella della bellissima Aya Sofya, o di meravigliose moschee, come la famosa Moschea Blu o quella di Rustenpasha.

Noi tre siamo partiti con un volo della Pegasus dall'aeroporto di Orio Al Serio subito dopo pranzo al venerdì...il volo è durato circa due ore e mezza, e siamo atterrati all'Aeroporto Internazionale Sabiha Gökçen che si trova nella parte asiatica della città. Dopo un interminabile tragitto (dovuto all'intensissimo traffico delle ore di punta) e dopo aver attraversato un suggestivo ponte sospeso sul Bosforo, siamo arrivati nella parte Europea, e successivamente al nostro Hotel, situato a pochi metri dalla fermata del Tram Laleli (una ottima posizione per raggiungere anche a piedi Piazza Sultan Ahmet e il Gran Bazaar). Il tram a Istanbul è davvero comodissimo...purtroppo è un pò affollato, quello si, ma si riesce tranquillamente a visitare la città muovendosi facilmente con esso (Sono da sconsigliare i taxi, per le elevate tariffe applicate). Una volta sistemati i bagagli e fatta una bella doccia, siamo usciti per mangiare  in uno dei tanti localini ubicati ovunque (cucinano prevalentemente kebab o piatti di carne e pesce serviti con verdure e riso bollito), e fatto un bel giretto serale nella nostra zona, per orientarci un pò (fra l'altro piena di negozietti di ogni genere).

Il secondo giorno, sabato, abbiamo deciso di fare un minitour organizzato dal tour operator al quale ci siamo affidati per la nostra vacanzina...potrete anche farvelo da soli sempre spostandovi in tram; vi consiglio di partire molto presto per evitare code alle entrate dei monumenti e moschee. Scendete col tram alla Piazza Sultan Ahmet, e lì inizierete a girare, magari seguendo le nostre dritte...







La nostra prima tappa è stata la magnifica Moschea Blu, la più grande e maestosa di tutta la città, che vedete in tutta la sua bellezza nella prima foto sopra e qua nell'interno, decorata magnificamente.
E' famosa per la puzza di piedi che ahimè, si sente entrando...dovrete togliervi le scarpe e per le donne, usare un velo per coprire il capo in segno di rispetto.
Resterete davvero senza fiato di fronte alla bellezza delle sue decorazioni...











Una volta usciti da questa meravigliosa Moschea, proseguendo in  Piazza Sultan Ahmet, potrete vedere e successivamente visitare la bellissima Chiesa di Santa Sofia, capolavoro dell'architettura bizantina, voluta da Giustiniano per affermare la grandezza dell'Impero Romano. Anche qui da rimanere senza parole...








Potrete prenotare successivamente un bel massaggio e bagno turco qui all'Hammam per il pomeriggio, una volta finito il tour...noi non l'abbiamo fatto, ma c'era qualcuno nel gruppo con noi che si è prenotato.







Una volta visitata la Chiesa di Santa Sofia, si parte per la volta del Palazzo Topkapi (tutto raggiungibile comodamente a piedi, facendo un breve percorso); questo palazzo fu la dimora dei sultani per quasi quattro secoli e la sua architettura, con magnifiche decorazioni ed arredi, rende testimonianza alla potenza e maestosità dell'impero ottomano.










All'interno è possibile visitare l'Harem, poi le cucine dalle meravigliose porcellane, il tesoro imperiale (Pietre preziose a gogò...resterete incantati!) e le reliquie imperiali. Ci vuole un pò di tempo per visitare tutto, ma credetemi ne vale assolutamente la pena!








Una volta usciti, si può provare a pranzare sempre in zona, in uno dei molti caratteristici locali dei dintorni...la nostra guida ce ne ha consigliato uno dove la specialità era il kebab, fatto in diversi modi. Io non sono una grande amante di questo piatto, vado sempre su cose molto tranquille, perciò non mi è possibile dire se era buono o meno...chi lo ha mangiato del gruppo ha detto che era ottimo!








Una volta usciti, la meta è stata quella della Cisterna Romana sotterranea...uno spettacolo assolutamente da non perdere.
La Cisterna Basilica (Yerebatan Sarniçi) è una delle grandi opere realizzate da Giustiniano nel 532.
L’imponente edificio ha numeri davvero impressionanti: 336 colonne con capitelli e pietre scolpite divise in 12 file da 28 ciascuna, 140 metri di lunghezza, 70 di larghezza, capace di contenere 80.000 metri cubi d’acqua.
Era utilizzato come deposito delle acque di Istanbul durante l’epoca bizantina e in seguito garantiva l’approvvigionamento idrico per il palazzo Topkapi.
Scendendo dal livello della strada vi troverete di fronte una vera meraviglia: un capolavoro dell’architettura romana illuminato da suggestive luci rosse.
Le colonne hanno stili e forme diverse perché provengono da vari templi: oltre quelle corinzie, ce ne sono anche alcune scolpite con noduli, occhi e lacrime e a forma di tronco d’albero. Le più affascinanti sono quelle poggiate su due enigmatiche teste di Medusa, una di profilo e una capovolta.
(info prese dal Web)








All'interno vi nuotano numerosi pesci, probabilmente carpe, di notevoli dimansioni...è davvero da vedere, in quanto molto suggestiva. Avrei voluto scattare mille foto, ma la luce è inesistente e si fa una fatica...

 Una volta usciti, ormai nel pomeriggio inoltrato, l'ultima tappa è stata al Gran Bazaar, il più grande mercato coperto del mondo, dove c'è davvero da perdersi ( e regolarmente noi ci siamo riusciti!). Qua dentro c'è da rimanere incantati da ogni ben di Dio....vasellame, lampade, monili ed oreficeria, spezie varie, tessuti, tappeti, pelletteria, porcellane, insomma chi più ne ha più ne metta...preparatevi a contrattare (è d'obbligo!) e scatenatevi...sia con le foto che col portafogli!
La valuta è la Lira Turca, che vale Euro 2.7 circa, ma ovunque gli euro sono ben accetti. In qualsiasi caso ci sono parecchi uffici dove si può cambiare la valuta senza alcun problema, addirittura noi abbiamo prelevato le lire turche al bancomat!























Una volta usciti dal Gran Bazaar, eravamo stravolti....il tempo di un buon tè turco bollente, e poi via a prendere il tram per tornare in Hotel. Doccia, relax, cena e....poi crollati in un sonno di piombo!

Il mattino dopo, ecco il secondo itinerario che abbiamo deciso di intraprendere...dopo una robusta colazione in hotel, ecco che riprendiamo il nostro amato tram (costo del gettone per accedervi: 4 lire turche) per dirigerci verso il Bazaar delle Spezie, non prima di aver visitato una piccola moschea meravigliosa, la moschea di Rustenpasha, splendido esempio di archittettura ottomana del periodo classico, incantevole con tutte le sue maioliche nei toni del bianco, blu ed azzurro.
Molto difficile da trovare, perchè l'ingresso rimane un poco nascosto, e poi perchè non è spesso indicata dalle guide turistiche, merita davvero...purtroppo non son riuscita a fare molte foto...perdonatemi...











Usciti dalla moschea, ecco che ci inoltriamo al Bazaar delle Spezie, che si trova a pochi passi...il mio regno, mi sarei persa lì dentro!!! In mezzo ad ogni ben di Dio, spezie, frutta secca e disidratata, caffè turco e tè di ogni tipo, dolciumi tipici, bevande, alimenti vari, miele...da perdersi, ecco. 
Anche qui fare acquisti è assolutamente d'obbligo, col solito sistema della contrattazione...


















Usciti da questo posto tentatore, ci siamo incamminati a piedi verso il Ponte di Galata, uno dei ponti che permettono di attraversare il Corno d'Oro, ed arrivare alla parte più nuova e moderna della città. Questo ponte è meta di tantissimi pescatori, che con le loro canne e la loro attrezzatura rimangono per ore a pescare pesci di ogni tipo (che pazienza!!!).










Una volta attraversato il ponte, ci siamo ritrovati nella parte della città più moderna, e ci siamo diretti verso la Torre di Galata, dove salendo è possibile ammirare la città di Istanbul dall'alto, con tutti i ponti, il Corno d'Oro e il Bosforo.
Volendo si può anche mangiare sopra la torre, noi abbiamo preferito scendere e fare un giro nella città moderna, pranzando in un locale da quelle parti.











A questo punto potrete fare due cose...se non fossero ancora sopraggiunte le 15, potreste tornare verso il Ponte di Galata e pensare di fare una crociera sul Bosforo (due ore circa)...noi volevamo farla, ma faceva piuttosto freddino, e sinceramente eravamo un pò stanchi. Faccio questa precisazione sull'orario perchè il sole in inverno tramonta presto, la temperatura sul mare non è per nulla mite, quindi oltre a non vedere molto col buio, patireste anche un bel freddo, il che non è proprio il caso...

Altrimenti, come abbiamo fatto noi, potrete incamminarvi attraverso le viuzze osservando la vita di questa città viva e pulsante;  magari fermarvi a qualche banchetto sulla strada (ad ogni angolo c'è un venditore di qualcosa di goloso...) e gustare un dolce, o delle castagne fumanti...o ancora bere un buon tè turco in qualche piccolo localino, o del succo di melograno o di arancia....farvi lucidare le scarpe dagli innumerevoli omini lustrascarpe che si trovano un pò ovunque, e pian piano dirigervi verso il vostro Hotel.























A questo punto, una volta tornati in albergo, dopo una doccia rigenerante ed un pò di relax, potrete optare per una cena tipica in qualche localino della zona (ce ne sono tantissimi!) oppure, come hanno fatto delle persone che alloggiavano in Hotel con noi, cenare in qualche locale dove si può assistere allo spettacolo delle danzatrici del ventre o a qualche altra manifestazione folkloristica.
Una volta cenato, un bel giretto serale è d'obbligo...e poi a nanna!

Il mattino dopo noi abbiamo fatto colazione, preparato con calma i bagagli e poi sono passati a prenderci per trasferirci in Asia, all'aeroporto per il rientro.

Sono stati tre giorni davvero molto intensi, ma comunque sufficienti per vedere il massimo di questa bellissima e incredibile città...è stata una bella esperienza che davvero consiglio a tutti e spero di essere stata il più esaustiva possibile e di avervi fatto percepire, attraverso le foto, un pò dell'atmosfera che abbiamo vissuto.

Un abbraccio, e alla prossima...


domenica 14 dicembre 2014

Una buona tisana e quattro chiacchiere con un'amica: Rosa Ventrella!



Sulla mia tavola 





Buona domenica a tutti! Come state?
La giornata di festa è, per tradizione la giornata del relax e del dolce far niente....
...ecco io voglio pensare a un bel pomeriggio in casa, con la stufa accesa, dei biscotti fumanti in forno che mi attendono, e....una cara amica con la quale fare quattro chiacchiere.
Ecco, l'amica c'è, e ve la voglio presentare:
si chiama Rosa Ventrella ed è l'autrice di questo meraviglioso romanzo, "Il giardino degli Oleandri" del quale, a suo tempo vi avevo parlato.
Si, quel post del 29 marzo 2014 mi ha portato fortuna...ho avuto il piacere di conoscere Rosa, che mi ha scritto delle parole dolcissime, e successivamente ne è nata una bella amicizia virtuale, che sta proseguendo tutt'ora.
Grazie anche a Rosa ho avuto l'opportunità di vedere realizzato uno dei miei desideri più grandi...ora è ancora un pò presto ma pazientate e a breve ve ne parlerò, se ci penso mi emoziono così tanto...

Eccomi dunque sorseggiando una delle deliziose Tisane di Terza Luna, per la precisione la profumatissima e fruttata "Dolcezza di seta", che vi consiglio assolutamente per la sua delicatezza ed il suo meraviglioso profumo che si spande per tutta la casa, insieme a Rosa per parlare un pò di lei e del suo nuovo imminente romanzo.







Ciao Rosa, vuoi parlarci un pò di te? 

Certo! 
Mi chiamo Rosa Ventrella, sono nata a Bari ma vivo a Cremona con mio marito e i miei due bambini.

Da quanto tempo scrivi e quando hai scoperto la tua passione per la scrittura?


Per molti anni ho scritto articoli per riviste storiche specializzate e pubblicato dei saggi che si occupavano soprattutto della condizione femminile nella storia. Ho tenuto delle conferenze anche sui temi dello sfruttamento della donna e dell’emancipazione femminile. Poi ho capito che mi mancava qualcosa, che avevo voglia di tornare al mio primo amore, i romanzi! Il mondo dell’editoria è un mondo difficile, pieno di squali e ciarlatani. Così ho iniziato  a pubblicare per piccoli editori, e ho ottenuto anche qualche soddisfazione dai romanzi Honorata cortigiana, che è stato venduto anche in Romania, e dalla Visionaria, candidato persino al Premio Campiello. Si trattava però di editori piccoli, anche se seri, e io inseguivo il sogno del “grande salto”, del passaggio a un editore “big”. Non molti sanno però che i big sono davvero irraggiungibili!!! Così ho contattato in modo frenetico moltissime agenzie letterarie, le più grosse, perché quelle piccole non hanno il potere di arrivare ai grandi. Non mi sono arresa, nonostante le porte sbattute proprio in faccia! Alla fine, con Il giardino degli oleandri, le porte si sono finalmente aperte. Ho incontrato la mia fantastica agenzia, la Thesis Contents, che ha creduto in me! Due settimane dopo, avevo un contratto con la Newton Compton, e il mio sogno era diventato realtà!!! 
Il giardino degli oleandri è stato un successo davvero inaspettato, di critica e pubblico...


Che significato ha per te scrivere?

Ho iniziato a scrivere quando ero adolescente, intorno ai 13 anni. 
Mia nonna era una fantastica narratrice e mi raccontava tante storie su quando era bambina, sulla guerra, sulla sua famiglia. Attraverso i suoi racconti, ho scoperto molte cose, sono rimasta affascinata dalla forza delle donne, e mi sono appassionata alla storia. Il primo romanzo, scritto proprio a 13 anni, prende spunto dalle narrazioni di mia nonna. Ovviamente è aberrante, ma lo conservo ancora!


Ami leggere? E quali generi prediligi?

Amo moltissimo leggere! Penso che uno scrittore non possa esimersi innanzitutto dal leggere. Si impara sempre qualcosa poi dallo stile degli altri. 
Mi piacciono romanzi con ambientazioni storiche, romanzi che narrano di storie al femminile. Le mie autrici preferite sono Irene Nemirovsky, Almudena Grandes, Tracy Chevalier. Tra gli autori italiani, amo Marcello Fois, lo trovo fantastico.  


Metti qualcosa di te nei tuoi romanzi?

C’è sempre una parte di me che è possibile ritrovare nei miei romanzi. 
Magari proprio i  lati più nascosti o quella parte di me che faccio più fatica a rendere visibile agli altri. Ci sono soprattutto i sentimenti che contano davvero nella mia vita: c’è la famiglia, c’è l’amore, la forza del destino. Valori in cui credo profondamente.



Dacci un piccolissimo anticipo sul tuo nuovo romanzo che uscirà il 15 di gennaio in tutte le librerie...

Il mio nuovo romanzo, Innamorarsi a Parigi, è di sicuro, tra quelli che ho scritto, quello cui sono più legata. Ha un posto speciale nel mio cuore, e questa considerazione non fa che accrescere ovviamente l’ansia in vista della sua uscita! 
E’ dedicato  a mio marito e il personaggio maschile, il protagonista, Giulio, è stato costruito passo dopo passo, insieme. 
È stato un viaggio bellissimo nell’universo maschile, un’esperienza insieme affascinante e rivelatrice. 



 


E per finire questa bella chiacchierata, mentre ci gustiamo questa profumata tisana, ti voglio anche chiedere...qual'è il tuo piatto preferito? C'è qualcosa di cui sei particolarmente ghiotta?(...questo è un blog che parla soprattutto di cucina, ehehehe...)

Da buona barese adoro letteralmente le linguine allo scoglio, ma mi sciolgo anche davanti ad un piatto di lasagne.
Riguardo ai dolci, i miei preferiti sono quelli alla ricotta. Amo mangiare, ma amo anche cucinare per le persone che amo!


Giustissimo, Rosa: cucinare è un gesto d'amore, io ne sono pienamente convinta; è bello farlo per gli altri, ma è appagante anche poi per noi stessi.









A questo punto la nostra tazza di tisana è terminata, il tempo è piacevolmente volato in compagnia, e quindi saluto con piacere immenso la carissima Rosa, facendole tanti in bocca al lupo per il suo futuro e il suo nuovo imminente romanzo, che ovviamente non mancherò di leggere e di recensire su queste pagine del mio piccolo blog pasticcione...

Da parte mia e di Rosa a voi tutti che passate di qua, un caro saluto e buona domenica...mi raccomando, buon relax!